Gli allunghi possono essere corsi sia come ultima fase del riscaldamento, sia come parte del defaticamento. Nel primo caso il loro scopo è portare i muscoli alla giusta temperatura e abituarli gradualmente al ritmo della gara o dell'allenamento specifico. Nel secondo caso lo scopo degli allunghi è ridare un po' di velocità ed elasticità ai muscoli dopo una seduta di fondo lento.
Per evitare infortuni gli allunghi non devono mai essere corsi a freddo e devono pertanto essere inseriti come ultima fase del riscaldamento. Più la seduta di allenamento sarà veloce e più gli allunghi rivestono un ruolo importante (per i dettagli vedere gli articoli sul riscaldamento prima dell'allenamento e il riscaldamento prima della gara).
Bisogna fare molta attenzione, soprattutto prima di una gara, a non esagerare con la durata dei singoli allunghi, per evitare una produzione di acido lattico che, anziché rendere i muscoli più agili, li andrebbe ad affaticare inutilmente.
La lunghezza degli allunghi varia dai 100 (i primi e più lenti) ai 50 metri (gli ultimi e più veloci); devono sempre essere corsi in leggera progressione di ritmo e in completa decontrazione. I recuperi devono essere molto ampi e possono essere eseguiti anche al passo (lo scopo degli allunghi non è dare uno stimolo allenante, ma semplicemente preparare all'allenamento).
In questo caso vengono eseguiti alla fine degli allenamenti più lenti, come il lunghissimo o il fondo lento. Per ridare un po' di brillantezza alle gambe sono sufficienti quattro o cinque allunghi corsi in scioltezza, ad un ritmo di circa 40-50 secondi al chilometro più veloce del ritmo di allenamento. Inutile forzare ulteriormente con il rischio di incappare in un infortunio muscolare. Se ci si sente particolarmente affaticati è meglio essere prudenti e lasciar perdere gli allunghi: finire l'allenamento in leggera progressione di ritmo sarà più che sufficiente per sciogliere un minimo le gambe.
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