Piede d’atleta e infezioni cutanee nello sport

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Le più comuni affezioni che colpiscono gli atleti sono a carico della cute. La lista delle dermatosi collegate allo sport è vasta e include infezioni, condizioni infiammatorie, traumi e tumori. Le infezioni sicuramente causano il maggior disturbo alle attività individuali e di squadra.

Gli atleti si infettano come risultato dell'interazione con altri atleti e con l'ambiente in cui competono. La cute di un atleta è spesso macerata dal sudore che rappresenta un terreno fertile per i microrganismi e i traumi possono creare un danno alla barriera cutanea che dovrebbe impedire ai microrganismi di penetrare. Infine molti sport prevedono un contatto corpo a corpo che facilita la diffusione delle infezioni tra un individuo e l'altro.

In tabella vediamo le più frequenti infezioni cutanee che possiamo ritrovare nei principali sport e notiamo come siano implicati sia virus che batteri, miceti e parassiti.

SPORT Stafilococchi e streptococchi Herpesvirus Poxvirus Parassitosi Micosi
Basket X       X
Hockey X       X
Rugby X X X   X
Corsa     X   X
Sci   X      
Calcio         X
Nuoto     X   X
Pallanuoto     X   X
Wrestling X X X X X

Infezioni cutanee batteriche nello sportivo

Batteri come gli stafilococchi (in particolare Staphylococcus aureus) e gli streptococchi provocano diverse manifestazioni cliniche tra le quali impetigine, follicolite e foruncolosi. Queste infezioni si sviluppano primariamente in atleti con prolungato contatto corpo a corpo come il wrestling, rugby, hockey e basket ma anche tra gli schermidori.

Nell'impetigine, la lesione primitiva è una vescicola molto fragile con alone eritematoso (arrossato). Alla sua rottura segue la formazione di croste giallo-brunastre e la lesione tende ad estendersi verso l'esterno senza mai guarire centralmente.

Le follicoliti sono caratterizzate da pustole situate intorno allo sbocco di un follicolo pilifero e quindi centrate da un pelo. La formazione del pus è precoce e di solito compare su barba o cuoio capelluto.

I foruncoli sono noduli duri, dolenti, eritematosi, alla cui sommità si evidenzia nel tempo una pustola purulenta. Quando i foruncoli sono disseminati si parla di foruncolosi e le sedi più colpite sono volto, collo, braccia e natiche, ovvero quelle più esposte alla frizione o al contatto corpo a corpo.

Esiste anche una forma di infezione tipica dei ciclisti e dei fantini caratterizzata da abrasione, follicolite ed infine ascesso nella zona a contatto con il sellino o la sella.

La prevenzione è la terapia migliore; gli atleti, infatti, non dovrebbero condividere asciugamani e protezioni (ginocchia e gomiti) e, indossando maglie comode a maniche lunghe e pantaloni lunghi, possono ridurre la superficie di cute esposta durante l'allenamento. Lo staff o gli atleti dovrebbero lavare frequentemente le divise e le attrezzature che sono a contatto con la cute.

Infezioni cutanee micotiche nello sportivo

Le infezioni dovute a miceti (volgarmente funghi) sono in assoluto le più frequenti e le ritroviamo quasi in tutti gli sport.

I miceti che infettano la cute appartengono alla classe dei dermatofiti, che sono capaci di invadere la cheratina dell'epidermide, del pelo e delle unghie. Provocano la tinea (o tigna) che può colpire diverse sedi corporee. Vediamo quali di queste sono colpite negli atleti.

Il piede d'atleta

Piede d'atletaTinea pedis. Conosciuta anche con il termine "piede d'atleta", proprio per l'alta frequenza in questa classe di individui. Gli atleti maggiormente colpiti sono nuotatori, corridori, calciatori e cestisti: piscine, spogliatoi e docce sono i luoghi dove vengono isolati in grande quantità questi miceti.

Sono due le specie di dermatofiti che causano tinea pedis: Trichophyton rubrum causa la forma "a mocassino" e interdigitale mentre Trichophyton mentagrophytes causa la variante vescicolare.

La forma "a mocassino" è caratterizzata da eritema, ipercheratosi e desquamazione di una o ambedue le superfici plantari che debordano sulla superficie laterale del piede, con limiti netti con la cute sana; frequentemente allenatori e atleti la confondono per semplice secchezza cutanea. Nella forma interdigitale si sviluppa una macerazione tra le dita pruriginosa soprattutto al terzo e quarto spazio e, infine, nella variante vescicolare troviamo vescicole o bolle nella regione interna della pianta del piede.

Un'accurata attenzione all'igiene personale aiuta a prevenire la trasmissione dei dermatofiti. Gli atleti dovrebbero indossare ciabatte nelle docce, spogliatoi e piscine. La routinaria applicazione di agenti antifungini può diminuire l'incidenza di tinea pedis tra gli atleti e l'uso di calzini traspiranti permette al piede di mantenere un ambiente fresco e asciutto e quindi poco ospitale per i dermatofiti.

Altre infezioni micotiche

Tinea corporis gladiatorum. È la più documentata infezione cutanea correlata allo sport. Il fungo responsabile è Trichophyton tonsurans. Provoca lesioni ben definite ed eritematose sulle aree esposte a prolungato contatto corpo a corpo come testa, collo e braccia. Come dice il nome, colpisce i lottatori, soprattutto di wrestling.

Per prevenire la trasmissione gli atleti dovrebbero indossare maglie con maniche lunghe e pantaloni lunghi di fibra traspirante: questo per proteggersi dal contagio, per non contagiare e per mantenere un ambiente fresco e asciutto, ostile ai funghi.

Gli atleti infetti non possono gareggiare, in particolare non dovrebbero competere o allenarsi fino a 3 giorni dopo l'inizio della terapia. Dovrebbero coprire le aree affette durante l'allenamento e non sono da considerare idonei alle competizioni senza opportuna terapia, proprio per evitare epidemie che nel wrestling si sono dimostrate abbastanza frequenti.

Infezioni cutanee virali nello sportivo

I virus maggiormente implicati nelle infezioni durante l'attività sportiva sono due: Herpes simplex virus (HSV) e Poxvirus.

Herpes labiale. Forma molto comune tra gli atleti che si allenano all'aperto, specialmente gli sport alpini e invernali. L'esposizione continuata ai raggi ultravioletti (UV) provoca riattivazione di HSV e questo accade soprattutto con la neve che riflette i raggi UV e alle alte latitudini dove l'atmosfera lascia passare più UV. Le manifestazioni cliniche iniziano con una sensazione di bruciore o formicolio sul labbro o sulla zona periorale, seguita dalla comparsa di piccole vescicole, raggruppate a grappolo, che infine si erodono dando luogo ad una crosta.

Herpes in sport da contatto. Atleti sottoposti a stretti corpo a corpo rischiano di acquisire l'infezione da HSV sulle parti esposte. Sono stati coniati i termini herpes gladiatorum e herpes rugbeiorum per l'alta incidenza di questa infezione nei wrestlers e nei rugbisti. È caratterizzata da papule, bolle o vescicole che si risolvono in croste.

Mollusco contagioso. Causato da un Poxvirus, il contagio avviene per contatto diretto o attraverso oggetti contaminati (piscine). Le lesioni cutanee sono caratterizzate da papule perlate, lucide, emisferiche e ombelicate (presenza di una depressione centrale) localizzate nelle sedi esposte come volto, collo e arti.

Infezioni cutanee parassitarie nello sportivo

Il contatto stretto tra atleti aumenta il rischio di trasmissione di parassiti quali la scabbia o i pidocchi.

Sarcoptes scabiei, agente eziologico della scabbia, scava dei piccoli cunicoli nell'epidermide dove deposita le uova. Le larve, una volta uscite dall'uovo, escono dal cunicolo e ne scavano altri. Clinicamente è facile da riconoscere perché i cunicoli sottili e tortuosi sono visibili a occhio nudo e a questo si aggiunge intenso prurito. Si trasmette per stretto contatto corporeo.

Le pediculosi sono le parassitosi umane causate dai pidocchi. Possono colpire il cuoio capelluto o il corpo; in entrambi i casi la trasmissione avviene per contatto diretto con la zona infestata. La diagnosi di pediculosi è semplice, basta rilevare la presenza di lendini (uova) o di pidocchi adulti nelle zone infette.

Gli atleti rappresentano un unico grande gruppo di pazienti dermatologici. La carenza di conoscenze sul ruolo dello sport nella genesi delle infezioni cutanee porta spesso a diagnosi ritardate, terapie inappropriate e quindi a conseguenti epidemie. Semplici misure di prevenzione e di igiene personale possono frenare le epidemie e rendere gli allenamenti e le gare meno sofferte; se la prevenzione non basta esistono terapie diverse per ogni infezione sia profilattiche che curative.

A cura di

Dott.ssa Maddalena Perotti
Medico Chirurgo - spec. in Microbiologia e Virologia

Fonti

Indicazioni mediche

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