Arriva la primavera, ritornano le zecche

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Con la primavera iniziano le calde giornate di sole, le scampagnate sui prati, la pelle scoperta e... le punture di zecca! Ebbene sì, questi piccoli aracnidi attaccano proprio quando inizia la bella stagione quindi è importante conoscerle e sapere cosa fare se si ha la sfortuna di incontrarle.

Le zecche

Le zecche sono artropodi appartenenti alla classe degli aracnidi e rivestono grande importanza sia in medicina umana che veterinaria per la varietà di malattie infettive che possono trasmettere all'ospite.

Distinguiamo le "zecche dure" dalle "zecche molli". Le prime, appartenenti alla famiglia Ixodidae, sono così chiamate per la presenza di un rivestimento rigido che ricopre l'intero dorso dei maschi e solo la porzione anteriore delle femmine, l'apparato pungitore è ben visibile e sono in grado di assumere quantità rilevanti di sangue aumentando anche di 100 volte il loro volume.

Le seconde, appartenenti alla famiglia delle Argasidae, sono sprovviste di uno scudo dorsale, l'apparato buccale non è visibile e assumono molto meno sangue rispetto alle precedenti.

Le zecche dure sono diffuse in tutto il mondo e 36 delle 700 specie esistenti vivono in Italia. Prediligono ambienti umidi e, per questo, vivono nei boschi o nei terreni erbosi e hanno due picchi di attività: primavera e autunno. Le zecche molli, invece, prediligono le zone aride nelle regioni tropicali o subtropicali anche se sono diffuse in tutto il mondo, Italia compresa, come ad esempio appartiene a questa classe la zecca del piccione che però non veicola all'uomo nessun patogeno.

Il pasto ematico è necessario alle zecche per il loro sviluppo, si definiscono quindi parassiti ematofagi obbligati.

Prevenzione e rimedi

Il contatto con la zecca può essere prevenuto evitando di frequentare ambienti a rischio, soprattutto in primavera e autunno. Se non è possibile, è buona norma indossare indumenti che non lascino la cute esposta, non addentrarsi nell'erba troppo alta e impiegare sostanze repellenti. Bisogna, infine, esaminare accuratamente la superficie del corpo per individuare l'eventuale presenza di una zecca, soprattutto testa, collo, ginocchia e fianchi.

ZeccaSe presente, la zecca va immediatamente rimossa perché la trasmissione di eventuali agenti patogeni è molto ridotta se il contatto con il parassita è inferiore alle 36-48 ore. La rimozione si esegue mediante pinzette a punta ricurva: la zecca deve essere afferrata vicino alla superficie della pelle e rimossa con un movimento di rotazione.

Bisogna fare attenzione a non schiacciarne il corpo e disinfettare la cute con un disinfettante non colorato. Se l'apparato buccale rimane all'interno della cute, deve essere estratto con un ago sterile. Una volta rimossa la zecca va distrutta, possibilmente bruciandola. E' sconsigliabile cospargere l'animale con alcol, vaselina od olio per favorirne il distacco perché si può determinare una reazione di rigurgito nella zecca con rilascio dei microrganismi presenti.

La zona colpita va tenuta sotto osservazione per un mese per individuare tempestivamente l'eventuale comparsa di un alone rossastro ed è da segnalare al proprio medico la comparsa di febbre, cefalea e dolore alle articolazioni. Non è consigliabile un trattamento antibiotico profilattico perché può mascherare eventuali segni di malattia e rendere più difficile la diagnosi.

Infezioni trasmesse da zecche

Nella seguente tabella vediamo le principali infezioni, e i rispettivi agenti patogeni, che possono essere trasmesse dalle diverse specie di zecche:

Infezione Agente patogeno
Malattia Lyme Borrelia burgdorferi
Febbre purpurica delle Montagne Rocciose Rickettsia rickettsii
Erlichiosi monocitica Erlichia chaffeensis
Babesiosi Babesia microti, Babesia divergens
Tularemia Francisella tularensis
Encefalite da zecche Virus dell'encefalite da zecche
Febbri emorragiche Virus della febbre emorragica di Omsk/ Crimea e Congo
Febbre ricorrente da zecche Borrelia spp.
Febbre bottonosa del Mediterraneo Rickettsia conorii
Febbre Q Coxiella burnetii

Malattia di Lyme

La malattia da zecche più conosciuta e diffusa in Europa è sicuramente la Malattia di Lyme, sia per l'uomo che per i nostri animali domestici.

eritema cronico migrante (anulare)Questa malattia è provocata da un batterio, Borrelia burgdorferi, ed è trasmessa da zecche del genere Ixodes, in particolare in Europa da Ixodes ricinus. Il batterio viene inoculato dalla zecca infetta durante il pasto ematico per rigurgito del contenuto intestinale o attraverso la saliva.

Una volta penetrati nella cute, questi batteri possono rimanere localizzati o migrare nel circolo sanguigno. Il periodo di incubazione dura in media 1-2 settimane e, per quanto riguarda i sintomi, individuiamo una fase precoce suddivisa in 2 stadi e una fase tardiva:

Per una corretta diagnosi è sempre importante riferire eventuali morsi di zecca subiti nel passato. Mediante test di laboratorio è possibile sia la ricerca diretta del patogeno che la ricerca di anticorpi protettivi per rilevare rispettivamente la presenza o l'avvenuto contatto, recente o passato, con Borrelia burgdorferi. Le infezioni riconosciute precocemente si risolvono senza esiti mentre mancano dati sicuri riguardanti le forme cronicizzate.

A cura di

Dott.ssa Maddalena Perotti
Medico Chirurgo - spec. in Microbiologia e Virologia

Fonti

  1. Biesiada G, Czepiel J, Leśniak MR, Garlicki A, Mach T. Lyme disease: review. Arch Med Sci. 2012 Dec 20;8(6):978-82.
  2. Moroni, Espostito, De Lalla. Malattie infettive. Ed. Masson.
  3. Scaglia, Gatti, Rondanelli. Parassiti e parassitosi umane. Ed. Selecta Medica.
  4. Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
    http://www.epicentro.iss.it/problemi/zecche/zecche.asp

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Indicazioni mediche

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