Il vaccino per il Papillomavirus (HPV)

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Nel 2008 in Italia si è molto discusso riguardo il Papillomavirus (HPV, Human Papilloma Virus) perché finalmente si è arrivati alla formulazione di un vaccino efficace da somministrare alle ragazze, preferibilmente prima che abbiano avuto rapporti sessuali, che conferisce una difesa contro HPV, responsabile anche del carcinoma della cervice uterina.

Ma la questione non è così semplice come sembra, infatti esistono 120 tipi diversi di HPV e il vaccino protegge solo contro 2 o 4 di questi, a seconda della ditta produttrice; questo significa che l'allerta deve comunque rimanere alta e non bisogna pensare, una volta vaccinate, di essere completamente immuni da HPV.

Andiamo con ordine:

Epidemiologia

Virus HPVL'infezione da HPV è una delle infezioni sessualmente trasmesse più diffusa al mondo. È molto contagiosa e si stima che il 75% dei soggetti sessualmente attivi sia entrato in contatto con il virus almeno una volta nella vita. Questo non significa sviluppare la malattia, infatti il 70% delle infezioni regredisce spontaneamente.

La trasmissione è quasi esclusivamente sessuale, è necessario il contatto cutaneo per cui il preservativo non è in grado di proteggere se le lesioni contagiose sono presenti in un'area genitale non protetta da questo. Il periodo di incubazione è variabile da 3 settimane a 8 mesi quindi può essere difficile individuare la fonte.

Il rischio di contrarre l'infezione aumenta sotto i 30 anni, con un elevato numero di partner sessuali, con una precocità del primo rapporto sessuale (<16 anni), con presenza di altre infezioni sessualmente trasmesse e con condilomatosi ano-genitale del partner.

Papillomavirus

HPV sono virus specie-specifici, ovvero infettano solo l'uomo. Appartengono alla famiglia Papovaviridae, sono virus piccoli (50 nm), privi di pericapside ma dotati di un capside di forma icosaedrica con protuberanze che ricordano delle stelle con un canale centrale che contengono due proteine, L1 e L2, verso le quali si sviluppa la risposta immunologica dell'organismo infettato.

Quadri clinici

Esistono circa 120 genotipi di HPV di cui 40 infettano le mucose genitali; si classificano "ad alto rischio" e "a basso rischio" di provocare tumore nelle cellule infettate, in tabella sono elencati i genotipi più frequenti. Si possono avere infezioni multiple, ovvero possono essere presenti diversi HPV contemporaneamente e provocare ognuno la propria lesione.

Rischio Genotipo Patologia
Alto 16, 18, 26, 31, 33, 35,
39, 45, 51, 52, 53, 56,
58, 59, 66, 68, 73, 82
Carcinoma cervice uterina
CIN I, II e III
Neoplasie ano-genitali
Basso 6, 11, 40, 42, 43, 44,
54, 61, 70, 72, 81
Condilomi ano-genitali
CIN I

Condilomi o verruche genitali: causati da HPV a basso rischio che penetrano attraverso microlesioni durante il rapporto sessuale con un partner infetto. L'infezione è spesso asintomatica e nella maggioranza dei casi le lesioni regrediscono spontaneamente entro 6 mesi. I condilomi sono lesioni singole o multiple, biancastre, di consistenza soffice, a volte riuniti a grappolo a ricordare un cavolfiore. Le localizzazioni più frequenti sono nell'ordine la vulva, la vagina, la cervice e la regione perianale nella donna, il pene e la regione perianale nell'uomo.

Apparato genitale femminileInfezione subclinica: caratterizzata da lesioni non visibili direttamente ma diagnosticabili mediante Pap-test. Sono le lesioni più frequenti, sia nell'uomo che nella donna, e nel 90% dei casi si risolvono spontaneamente entro 2 anni.

Lesioni precancerose e cancerose: i genotipi di HPV ad alto rischio costituiscono la causa necessaria per lo sviluppo di queste lesioni. La progressione neoplastica è un evento raro e a lento sviluppo. Nella maggior parte dei casi si sviluppano alterazioni cellulari di significato incerto (ASCUS) o lesioni definite di basso grado che sono il risultato dell'effetto lesivo del virus sulle cellule ma possono regredire spontaneamente.

Solo il 10% delle donne con HPV ad alto rischio sviluppa un'infezione persistente che porta alla neoplasia. Esistono diversi gradi: CIN I - neoplasia intraepiteliale lieve, CIN II - neoplasia intraepiteliale moderata, CIN III - neoplasia intraepiteliale severa/carcinoma localizzato, SCC - carcinoma a cellule squamose.

Diagnosi

Esistono diversi test per individuare precocemente la presenza di HPV e di eventuali lesioni.

Diagnosi clinica: i condilomi sono riconoscibili ad occhio nudo durante la visita ginecologica.

Pap-test: è un importante strumento di prevenzione perché va ad indagare le eventuali alterazioni delle cellule del collo e della cervice uterina che abbiamo visto in precedenza. Consente quindi di individuare molto precocemente sia le lesioni precancerose che quelle tumorali permettendo così di intervenire efficacemente e di ridurre la mortalità di questo tumore. Si consiglia di eseguire il test ogni 3 anni a tutte le donne sessualmente attive fino ai 65 anni di età.

HPV DNA: è possibile ricercare la presenza del DNA virale prima ancora che insorgano lesioni visibili. Una positività di questo test non significa che la donna svilupperà il cancro ma che il virus è presente e quindi bisogna monitorare la situazione. È consigliabile eseguirlo contemporaneamente al Pap-test per integrare i due risultati.

Colposcopia e biopsia: permette di verificare sul collo dell'utero la presenza delle lesioni individuate dal Pap-test e quindi consente di isolare la sede su cui verrà effettuata la biopsia che porterà alla diagnosi definitiva.

Terapia

La terapia delle lesioni da HPV varia a seconda della sede e dello stadio clinico.

Prevenzione

Esistono due tipi di vaccino:

Entrambi proteggono da HPV 16 e 18 che sono i due genotipi ad alto rischio che provocano il 70% dei casi di carcinoma cervicale invasivo; Gardasil protegge anche da HPV 6 e 11 che sono la causa principale di condilomatosi.

Vengono somministrati gratuitamente alle ragazze fra gli 11 e i 12 anni e, a seconda dei programmi regionali, anche ad altre fasce di età. Si è scelta questa fascia di età perché è consigliabile che il vaccino venga somministrato prima di aver avuto rapporti sessuali, in modo che l'organismo non sia mai entrato in contatto con HPV in precedenza.

La reale efficacia a lungo termine è ancora oggetto di studio perché il vaccino è molto recente e non ci sono ancora dati sufficienti:

Conclusioni

Il vaccino ha rappresentato un enorme passo avanti per la prevenzione di un tumore così diffuso ma il grosso rischio è che le donne vaccinate pensino di essere completamente immuni da questo carcinoma. Come abbiamo visto, HPV 16 e 18 sono i maggiori responsabili di tumore ma non sono gli unici quindi è importante continuare ad eseguire il Pap-test anche si è vaccinate per poter individuare precocemente lesioni provocate da altri genotipi del virus.

A cura di

Dott.ssa Maddalena Perotti
Medico Chirurgo - spec. in Microbiologia e Virologia

Fonti

Illustrazioni: immagini di pubblico dominio.

Indicazioni mediche

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