I ritmi circadiani

L'organismo umano possiede diversi meccanismi per mantenere l'omeostasi, cioè per mantenere alcuni parametri interni entro gli intervalli di normalità. Molti di questi meccanismi sono "circuiti a retroazione negativa". Ciò significa che un certo parametro (ad esempio la temperatura corporea) viene costantemente sorvegliato da uno o più "sensori" e, quando il parametro varia a causa di uno stimolo esterno, si attiva una risposta regolatoria (ad esempio il sudore) per riportare il parametro vicino al valore "normale".

Non tutti i meccanismi di controllo sono a retroazione: alcuni di essi sono controlli anticipatori, in quanto la risposta dell'organismo arriva ancora prima della variazione del parametro che sta per avvenire. Un esempio classico è la salivazione: alla vista o al pensiero del cibo, prima ancora che questo venga portato alla bocca, la salivazione aumenta (la famosa "acquolina in bocca").

I ritmi circadiani (la parola deriva da circa=intorno e dies=giorno) sono risposte anticipatorie che permettono al nostro organismo di adattare molti parametri fisiologici alla previsione del ciclo giorno-notte.

Questa specie di "orologio biologico" permette di coordinare una serie di funzioni fisiologiche in modo da predisporre in anticipo l'organismo ai cicli sonno-veglia. Le variabili regolate dai ritmi circadiani negli esseri umani sono molteplici; tra queste ne possiamo citare alcune:

Alcuni studi hanno riscontrato che nelle persone mattiniere, cioè quelle che non fanno fatica ad alzarsi presto al mattino, la temperatura corporea segue uno schema leggermente diverso rispetto a quello degli altri soggetti: si abbassa prima alla sera e sale prima del risveglio. Questo spiegherebbe, almeno parzialmente, come mai alcuni di noi non hanno alcun problema ad alzarsi presto al mattino (però magari "crollano" alla sera) mentre per altri alzarsi dal letto rappresenta un'ardua impresa.

Alcuni disturbi del sonno sono legati strettamente ai ritmi circadiani. Il più conosciuto è il jet-leg: potersi spostare da un continente all'altro in poche ore ha un prezzo; ci troviamo a dover dormire quando il nostro orologio biologico "segna giorno", mentre siamo costretti a rimanere svegli proprio quando la maggior parte delle funzioni fisiologiche sono rallentate in previsione della notte.

E' importante notare che i ritmi circadiani, pur essendo anticipatori rispetto agli stimoli di luce e buio provenienti dall'ambiente esterno, sono a loro volta regolati da questi ultimi. I ritmi si adattano quindi alla lunghezza del giorno (che varia da stagione a stagione) e, avendo un po' più di tempo a disposizione, si adattano anche ai cambiamenti di fuso orario, se questi non sono troppo frequenti.

Chi lavora regolarmente di notte spesso non riesce ad impostare i ritmi circadiani "al contrario", pur seguendo le indicazioni degli specialisti che possono essere riassunte con:

Situazione ancora peggiore per chi deve alternare turni di giorno a turni di notte e si trova spesso a dover rinunciare a preziose ore di sonno. Il problema non dovrebbe essere sottovalutato in quanto i disturbi del sonno che ne conseguono possono avere conseguenze gravi, ad esempio colpi di sonno alla guida o incidenti sul lavoro.

Indicazioni mediche

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