Il colpo di sonno alla guida

Quando si viaggia a lungo, specialmente di notte in autostrada, la stanchezza può giocare brutti scherzi: il pericolo più temuto dai conducenti è quello di addormentarsi alla guida, ma non si deve assolutamente sottovalutare il rischio derivante dalla guida in condizioni non ottimali. Con il passare del tempo, infatti, i riflessi diventano meno pronti, i tempi di reazione si allungano in modo significativo e il livello di attenzione non è minimamente paragonabile a quello che si avrebbe guidando da riposati.

In condizioni normali siamo perfettamente in grado di porre rimedio ai piccoli imprevisti che possono capitare durante la guida: quando "ci si sta per addormentare", invece, anche gli eventi banali possono trasformare il viaggio in una tragedia. In pratica, guidare quando si ha sonno è pericoloso quanto guidare sotto l'effetto dell'alcol.

Non è facile prevenire il colpo di sonno vero e proprio, perché di solito la stanchezza aumenta progressivamente e, man mano che aumenta, perdiamo di conseguenza la percezione di quanto il nostro stato di attenzione sia alterato. La maggior parte degli incidenti non accade perché il conducente si addormenta da un momento all'altro. Al contrario, chi è alla guida inizia ad avvertire sonnolenza ma ritiene erroneamente di essere in grado di rimanere sveglio.

Sonno durante la guidaSolo inizialmente, per pochi istanti, la sensazione corrisponde al vero: più passa il tempo e più il sonno aumenta, il livello di attenzione cala e i normali battiti delle palpebre diventano via via più lenti: senza rendersene conto gli occhi iniziano rimanere chiusi per qualche frazione di secondo che via via diventa sempre più lunga; da chiudere gli occhi per mezzo secondo a dormire qualche secondo senza accorgersene il passo è molto breve e a questo punto il rischio di causare un incidente è altissimo.

Dal punto di vista pratico il processo è immediato ed improvviso e non lascia alcun margine di reazione a colui che è alla guida: un momento prima era convinto di essere sveglio, un istante dopo si rende conto (se ha la fortuna di sopravvivere) di essere finito fuori strada. Le statistiche che riguardano le autostrade italiane sono impietose, come spiega la guida sulla sicurezza di Autostrade per l'Italia: nonostante lo scarso traffico, di notte il tasso di mortalità è 5 volte superiore rispetto al resto della giornata, con il 40% degli incidenti mortali che avvengono nella fascia oraria tra le 23:00 e le 06:00.

Le conseguenze degli incidenti causati dal colpo di sonno alla guida sono quasi sempre disastrose (spesso mortali) in quanto l'impatto può avvenire frontalmente e a piena velocità , senza che il conducente del veicolo abbia la possibilità di sterzare o di frenare.

Come evitare il colpo di sonno?

Ovviamente la prevenzione è sempre la soluzione migliore: evitare quindi di guidare di notte e in condizioni di stanchezza mette al riparo da ogni problema. Quando, però, il viaggio di notte è inevitabile (ad esempio per ragioni di lavoro), bisogna sapere quali soluzioni sono efficaci e quali no. In realtà si può tagliare corto il discorso ed affermare quanto segue.

Esiste un'unica soluzione: fermarsi a dormire!

Se non si ha un debito di sonno importante (cioè se negli ultimi tempi si è dormito regolarmente e a sufficienza), dormire anche solo per 15 o 20 minuti può essere sufficiente per riprendere il viaggio in condizioni di sicurezza, fermo restando che, se il sonno dovesse tornare a farsi sentire, allora sarà necessario interrompere il viaggio o far guidare un'altra persona. Se si ha un debito di sonno significativo, allora sarà più prudente fermarsi a dormire per tutta la notte e riprendere il viaggio il giorno seguente.

Tutti gli altri rimedi sono destinati a fallire: aprire il finestrino, parlare con un passeggero, usare il telefonino, assumere una posizione scomoda o alzare il volume dell'autoradio sono tutti tentativi che non hanno alcuna efficacia. Il caffè (sulle autostrade viene distribuito gratuitamente di notte) può aiutare a stare svegli per un po', ma bisogna fare attenzione perché può essere un boomerang quando la destinazione non è nelle immediate vicinanze: proseguendo nella guida si accumula un ulteriore debito di sonno che, una volta svanito l'effetto del caffè, può portare alle conseguenze disastrose già descritte.

La tecnologia sta facendo passi da gigante e alcune aziende stanno mettendo a punto sistemi per tenere automaticamente sotto controllo gli occhi del conducente e segnalare eventuali rischi di distrazione o di colpi di sonno. Al momento non esistono autovetture che montano di serie questi dispositivi, ma in un futuro non troppo remoto è probabile che ogni automezzo sarà dotato di un sistema di sicurezza che aiuterà a prevenire i colpi di sonno.

Quando capisco che è il momento di fermarmi?

Ci sono diversi segnali che possono far capire che il colpo di sonno è in agguato, ma bisogna coglierli al volo non appena questi si presentano. Come già detto, man mano che si prosegue nella guida, si attenua progressivamente la percezione che si ha del proprio stato di attenzione per cui è necessario intervenire immediatamente, quando ancora abbiamo la lucidità per capire cosa sta succedendo. Alcuni chiari sintomi di stanchezza sono:

Saper cogliere questi segnali può salvare la nostra vita e quella dei nostri cari!

Indicazioni mediche

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