L'apnea notturna e il russamento

Alcune persone durante il sonno russano e ciò non causa loro problemi gravi alla salute. In alcuni casi il russamento è un sintomo di un problema ben più grave, l'apnea notturna, che è una malattia vera e propria: il nome esatto è "sindrome delle apnee durante il sonno" e può provocare, oltre agli ovvi disturbi legati alla cattiva qualità del sonno, ulteriori rischi per la salute che sono invece specifici di questa malattia. Come si può intuire dal nome, la malattia è caratterizzata da interruzioni della respirazione (apnee) durante il sonno. Esistono due tipi di apnee notturne:

In questo articolo prendiamo in esame esclusivamente le apnee notturne ostruttive, in quanto sono di gran lunga più comuni rispetto a quelle centrali. L'ostruzione delle vie respiratorie può essere dovuta a diversi fattori, il più comune dei quali, in età adulta, è la mancanza di tonicità dei muscoli che dovrebbero tenere aperte le vie aeree superiori, in particolare la faringe. Questo tratto, essendo privo di una struttura cartilaginea, deve essere mantenuto aperto da appositi muscoli involontari.

Con il sonno si verifica un rilassamento fisiologico di questi muscoli che ha come conseguenza il parziale restringimento delle vie respiratorie: questa è la causa del normale "respiro pesante" caratteristico del sonno; quando il rilassamento è maggiore, la faringe si restringe ulteriormente e l'aria che vi fluisce all'interno causa una vibrazione dei tessuti che dà origine al rumore del russamento.

Si parla invece di apnea notturna quando la faringe si chiude completamente o si restringe a tal punto da impedire un'adeguata ossigenazione del sangue. L'apnea può durare una decina di secondi, a volte anche venti, dopodiché il paziente, trovandosi "senza respiro", si sveglia per alcuni istanti (spesso senza rendersene conto) e riprende a respirare normalmente grazie all'attivazione dei muscoli che permettono di aprire le vie respiratorie. Dopo un breve periodo di respirazione quasi normale, caratterizzato di solito da un forte russamento, l'apnea si manifesta nuovamente, arrivando a ripetersi anche venti o trenta volte durante ogni ora di sonno.

I sintomi

I problemi che ne scaturiscono hanno due nature ben distinte:

  1. scarsa qualità del sonno: i numerosi microrisvegli impediscono di trascorrere un tempo sufficiente nelle fasi di sonno profondo e questo non permette di riposare adeguatamente;
  2. mancanza di ossigeno (ipossia): restare senza respiro ripetutamente può provocare disturbi ad alcuni organi, come cervello e cuore, che hanno bisogno di ricevere ossigeno costantemente.

Le conseguenze dirette ed indirette dei due problemi si vanno a sovrapporre, causando una serie di problemi alla salute e alla vita sociale di chi soffre di apnea notturna. La perdita di sonno ha come conseguenza immediata la stanchezza e la sensazione di sonnolenza che sono tipiche di tutti i disturbi del sonno. Questi sintomi, vengono spesso trascurati e ritenuti poco gravi; in realtà andrebbero presi in seria considerazione in quanto la mancanza di concentrazione e la stanchezza possono essere causa di incidenti gravi (es. il colpo di sonno alla guida) e costare in alcuni casi anche la vita. Chi soffre di apnea notturna può manifestare inoltre mal di testa, irritabilità, ipertensione e aritmie (battito del cuore irregolare) ed è maggiormente a rischio di incorrere in episodi di infarto e di ictus.

La malattia può manifestarsi a tutte le età: nei bambini è causata tipicamente da ipertrofia delle adenoidi o delle tonsille, mentre negli adulti l'ostruzione è dovuta quasi sempre al collasso dei tessuti molli della faringe. Il disturbo peggiora con l'avanzare dell'età e in presenza di alcuni fattori di rischio come alcune malformazioni del tratto orofaringeo. Anche l'obesità rappresenta un fattore di rischio, in particolare quando si accumula grasso eccessivo nella zona del collo.

Il consumo di alcol la sera e l'utilizzo di alcuni farmaci tranquillanti possono peggiorare la situazione, sia perché causano un ulteriore rilassamento muscolare che facilita l'ostruzione delle vie respiratorie, sia perché aumentano il tempo necessario per arrivare al microrisveglio, allungando di fatto la durata delle apnee. Sembra che la malattia sia in qualche modo ereditaria poiché si verifica con prevalenza maggiore in alcune famiglie.

Spesso la malattia non viene diagnosticata in quanto il paziente, non ritenendolo un disturbo importante, non ne parla affatto con il medico: spesso la persona è conscia di russare, ma non sa che il problema va molto al di là del semplice rumore fastidioso che emette durante il respiro.

Per confermare la diagnosi di apnea notturna si ricorre ad un esame chiamato polisonnografia: il paziente dorme in una stanza attrezzata per registrare diversi parametri come pressione, ossigenazione del sangue, respirazione, movimento degli occhi, attività elettrica del cervello e così via. Grazie alla polisonnografia è possibile documentare il numero e la durata delle apnee notturne e valutare quindi la gravità del problema.

Le cure per l'apnea notturna

Mascherina CPAP per apnea notturnaQuando il soggetto è obeso o sovrappeso, il medico può prescrivere una dieta ipocalorica e interventi sullo stile di vita con l'obiettivo di ridurre il grasso in eccesso. In alcuni casi il semplice dimagrimento può risolvere il problema, mentre in altri casi sarà comunque necessario ricorrere ad altre terapie. Altre terapie comportamentali possono essere utili, come dormire su un fianco anziché sulla schiena oppure evitare o ridurre il consumo di alcol.

Quando le terapie comportamentali non sono efficaci o sufficienti, la terapia che viene utilizzata più frequentemente è la "ventilazione meccanica", indicata spesso con la sigla CPAP (dall'inglese "Continuos Positive Airway Pressure"). Tramite una mascherina, per tutta la notte viene applicata una pressione d'aria costante che permette di tenere aperte le vie respiratorie. La pressione dell'aria esercita una forza meccanica sulle pareti delle vie respiratorie in modo analogo a quanto avviene sulle pareti di un palloncino quando viene gonfiato.

In età pediatrica si ricorre anche alla chirurgia, soprattutto se il problema respiratorio è dovuto a ipertrofia delle tonsille o delle adenoidi. In età adulta possono essere eseguiti anche interventi chirurgici per rimuovere l'eventuale eccesso di tessuto nella parte superiore della gola. Questi interventi, tecnicamente molto complessi, sono eseguiti piuttosto raramente in quanto, oltre ad essere molto invasivi, hanno percentiali di successo non molto alte, tra il trenta e il cinquanta percento.

I farmaci non sono quasi mai efficaci per la cura dell'apnea notturna, mentre alle volte vengono utilizzati speciali apparecchi ortodontici che hanno lo scopo di mantenere la lingua e/o la mascella in una posizione tale da evitare l'ostruzione delle alte vie respiratorie. Purtroppo l'efficacia di queste soluzioni è molto variabile e può essere verificata solo dopo la realizzazione dell'apparecchio che è molto costoso. Per questi motivi la soluzione più utilizzata rimane ancora la ventilazione meccanica.

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Indicazioni mediche

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