Il colesterolo: come gestirlo

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Quali sono i valori desiderabili di colesterolo?
Prima di rispondere a questa domanda con dei numeri è meglio chiarire alcuni concetti fondamentali per capire meglio cosa significano i valori riportati sulle analisi.

Analisi del sangue

Con le analisi del sangue si misurano comunemente i valori per:

Nota: il valore del colesterolo LDL (cattivo) non è la differenza tra il totale e l'HDL. Una parte non trascurabile del colesterolo nel sangue è legata infatti ad una terza categoria di lipoproteine: le VLDL.

La formula di Friedewald

Analisi SangueQuando si eseguono le analisi del sangue, raramente il colesterolo LDL viene misurato direttamente. In pratica può essere calcolato utilizzando la seguente formula

ColesteroloTOT = HDL + LDL + VLDL

dove VLDL è la quantità di colesterolo legato a lipoproteine VLDL (Very Low Density Lipoprotein, cioè lipoproteine a densità molto bassa).

La notizia curiosa è che nemmeno il colesterolo VLDL viene misurato direttamente; non ci scoraggiamo certo per così poco, anche quest'ultimo può essere calcolato indirettamente, con una formula molto semplice

VLDL = Trigliceridi / 5

Questa approssimazione si rivela molto precisa quando i trigliceridi non superano il valore di 400 mg/dl (cioè quasi sempre, visto che sopra i 200 si tratta già di valori troppo alti), sempre che il prelievo sia eseguito a digiuno.

Mettendo insieme le due formule si ottiene la seguente

ColesteroloTOT = HDL + LDL + (Trigliceridi / 5)

dalla quale si ricava facilmente la formula di Friedewald

LDL = ColesteroloTOT - (HDL + Trigliceridi / 5)

Il rischio cardiovascolare

Una volta ottenuti tutti i valori del colesterolo bisogna valutare le analisi in relazione al rischio cardiovascolare. Fondamentale è considerare i tre valori (Totale, LDL, HDL) e dare ad ognuno il giusto peso.

La ricerca medica ha chiarito ormai da tempo che, sebbene il valore del colesterolo cattivo (LDL) sia di per sé un buon indicatore del rischio cardiovascolare, il parametro più importante da tenere sotto controllo è il rapporto tra il colesterolo totale e quello HDL. Il rapporto

INDICE = ColesteroloTotale / HDL

dovrebbe essere sempre inferiore a 5 per gli uomini (per le donne, che hanno per natura livelli più alti di HDL, il rapporto dovrebbe essere inferiore a 4,5). Valori superiori indicano un rischio cardiovascolare accentuato rispetto alla media della popolazione. Valori inferiori indicano un rischio minore. Ovviamente è bene non accontentarsi di valori appena sotto il limite. L'ideale è aumentare il colesterolo HDL (buono) e diminuire il colesterolo LDL (cattivo) in modo da ottenere un indice inferiore a 4 per gli uomini (3,7 per le donne). Più il valore dell'indice è basso, minori sono le possibilità di andare incontro a problemi cardiovascolari (es. infarto).

Per quanto riguarda i valori assoluti, i livelli di colesterolo vengono generalmente interpretati, in relazione al rischio cardiovascolare, secondo le seguenti tabelle:

Colesterolo totale (valori in mg/dl)
< 200 valore ottimale, rischio minimo
> 200 (< 240) alto, rischio lieve
> 240 molto alto, rischio aumentato
Colesterolo LDL (valori in mg/dl)
< 130 valore ottimale, rischio minimo
> 130 (< 160) leggermente alto, rischio lieve
> 160 (< 190) alto, rischio aumentato
> 190 altissimo, rischio elevato
Colesterolo HDL (valori in mg/dl)
> 60 desiderabile, rischio minimo
> 50 (< 60) leggermente basso, rischio lieve
> 40 (< 50) basso, rischio aumentato
< 40 molto basso, rischio elevato

Nonostante sia ormai chiaro che il parametro più importante da tenere in considerazione è l'indice TOT/HDL, le tre tabelle continuano negli anni ad essere utilizzate dai medici.

Il valore del colesterolo LDL è considerato quasi unanimemente come un importante fattore di rischio. Dato che è quasi sempre possibile, con uno stile di vita corretto, mantenerlo sotto i valori di pericolo, è consigliabile tenerlo sotto controllo.

Considerare il colesterolo totale come un fattore di rischio, pur sapendo che il totale comprende anche il colesterolo HDL (buono), sembra invece una contraddizione. Il motivo per cui si continua ancora oggi a considerarlo un fattore di rischio è dovuto al fatto che la maggior parte delle popolazione ha uno stile di vita sedentario ed ha di conseguenza valori bassi di colesterolo HDL (buono). Se il colesterolo HDL è basso, il colesterolo totale, pur non essendo la causa del problema, diventa un buon indicatore dello stato di salute. Per capire meglio, ancora una volta, ci viene in aiuto l'approssimazione di Friedewald

ColesteroloTOT = HDL + LDL + (Trigliceridi / 5)

Esaminando la formula si capisce facilmente che, per un sedentario, avere il colesterolo totale alto può significare:

Malattia o stile di vita?

Valori di colesterolo sballati sono raramente il sintomo di una malattia specifica. Molto più frequentemente si tratta di un utile indicatore che permette di individuare una situazione di salute a rischio dovuta ad un errato stile di vita. Bisogna infatti considerare che le principali cause che portano a valori fuori norma sono:

La dieta

L'alimentazione è sicuramente uno dei fattori determinanti per ottimizzare i livelli di colesterolo buono e cattivo, ma non è necessaria una dieta studiata appositamente per il colesterolo.

Per mantenere basso il colesterolo LDL, la dieta dovrebbe essere semplicemente bilanciata e senza eccessi. Senza eccessi significa che le calorie introdotte con l'alimentazione non devono essere superiori a quelle spese durante la giornata. Bilanciata vuol dire che la quantità di carboidrati, proteine e grassi (macronutrienti) deve essere adeguata al fabbisogno giornaliero. Per la maggior parte della popolazione è consigliabile una ripartizione che preveda:

Bisogna sottolineare che la quantità di colesterolo contenuta nei cibi, salvo rare eccezioni, non è determinante (è bene ricordare che il 75% circa del colesterolo è infatti sintetizzato all'interno dell'organismo). Un fattore che influenza la sintesi di colesterolo è invece la qualità dei grassi che si assumono con la dieta.

I grassi idrogenati (grassi trans) causano un aumento del colesterolo cattivo e una diminuzione di quello buono. È importantissimo rimuovere completamente dalla dieta tutti gli alimenti contenenti grassi idrogenati.

Nota: nei paesi anglosassoni si parla ormai da anni di grassi idrogenati e del pericolo che costituiscono per la salute. Negli Stati Uniti le associazioni dei consumatori, dopo anni di battaglie, sono riuscite a far approvare una legge che, dal 2006, impone ai produttori di indicare sulle confezioni degli alimenti la quantità di grassi trans che contengono.

In Italia, purtroppo, la percezione del problema è ancora agli albori: gli scaffali dei supermercati sono pieni di alimenti contenenti grassi idrogenati (es. margarina, biscotti, merendine) e molta gente continua ad acquistarli tranquillamente senza sospettare alcuna conseguenza per la salute. È paradossale, ma le prime informazioni sui grassi idrogenati stanno giungendo al grande pubblico proprio dalle aziende alimentari. Per anni hanno continuato (e alcune continuano ancora oggi) a vendere prodotti con alti contenuti di grassi trans (complice il silenzio degli organi di informazione), senza alcuna considerazione per la salute dei consumatori. I primi produttori che iniziano a sostituirli con altri grassi (spesso di pessima qualità) usano ora la dizione senza grassi idrogenati come strategia di marketing.

I grassi saturi (contenuti ad esempio nel burro e nella carne, ma presenti in quantità elevate anche in alcuni alimenti di origine vegetale come l'olio di cocco e l'olio di palma) causano sia un aumento del colesterolo cattivo (LDL) sia un aumento di quello buono (HDL). Di conseguenza il consumo di tali grassi non è così "disastroso" come spesso si crede, in quanto aumenta sia il colesterolo cattivo sia quello buono. Se la dieta non è ipercalorica i grassi saturi generalmente non costituiscono un problema per il rischio cardiovascolare.

I grassi polinsaturi e monoinsaturi causano invece una diminuzione del colesterolo cattivo (LDL) e un aumento di quello buono (HDL). Alimenti grassi ricchi di polinsaturi (ad esempio il salmone) e monoinsaturi (come le olive) sono ottimi alleati per il controllo del colesterolo (facendo attenzione alle calorie).

Esercizio fisico

Per aumentare il colesterolo buono (HDL), mantenendo al tempo stesso quello cattivo (LDL) basso, è estremamente utile praticare una regolare attività fisica aerobica. Regolare significa almeno tre volte alla settimana: affinché il livello del colesterolo HDL inizi a salire sensibilmente occorrono almeno tre ore settimanali di esercizio fisico. Aumentando fino a quattro o cinque ore settimanali, il livello di colesterolo buono aumenta progressivamente (per ulteriori approfondimenti si veda l'articolo sul rapporto tra il colesterolo HDL e lo sport).

L'attività fisica è aerobica quando lo sforzo è tale per cui la respirazione risulta essere impegnata (senza essere in estremo affanno). La corsa di resistenza, il ciclismo e il nuoto sono ottime attività aerobiche che possono essere praticate senza problemi con un netto vantaggio per la salute.

Nota: chi è in sovrappeso avrà come obiettivo principale il dimagrimento. Una volta raggiunto un peso ragionevole (farsi consigliare dal proprio medico è sicuramente la soluzione migliore) potrà iniziare a praticare uno sport aerobico. È importante ricordare che il sovrappeso è fonte di diversi problemi di salute (es. l'ipertensione), spesso ben più seri del colesterolo alto.

Gli yogurt contro il colesterolo

Da qualche anno sono presenti sul mercato alcuni yogurt anticolesterolo. La loro efficacia è dovuta alla presenza di fitosteroli, sostanze di origine vegetale con la proprietà di ridurre l'assorbimento intestinale del colesterolo.

Gli yogurt anti colesterolo agiscono solo sul colesterolo esogeno (quello di origine alimentare) e possono comportare una riduzione dei livelli di LDL del 10-12% al massimo, lasciando invariata la quantità di HDL. Non sono intesi come alimenti per tutta la famiglia, ma solo per chi vuole abbassare i propri livelli di colesterolo. Agendo sulla componente alimentare del colesterolo, sono tanto più efficaci quanto più colesterolo si è soliti assumere con la dieta.

Il nostro consiglio è di fare in modo di non averne bisogno! Con un'alimentazione equilibrata e uno stile di vita corretto, i livelli di colesterolo LDL possono diminuire molto più del 10-12% e, ben più importante, si tengono sotto controllo anche tutti gli altri principali fattori di rischio come ipertensione, diabete di tipo 2 e obesità. Un altro aspetto da considerare è che l'effetto sui livelli di colesterolo non è permanente: una volta interrotta l'assunzione, se non si cambiano abitudini alimentari, in poche settimane il colesterolo LDL torna ai livelli precedenti.

I farmaci

Esistono diversi farmaci per controllare il colesterolo, alcuni molto efficaci. La decisione di ricorrere ai farmaci deve essere presa insieme al proprio medico, ricordando comunque che nella maggior parte dei casi il "colesterolo alto" non è la conseguenza di una malattia, ma di uno stile di vita errato. In questi casi il ricorso ai farmaci è altamente sconsigliato in quanto cambiando il proprio stile di vita si risolve il problema colesterolo (e non solo quello) definitivamente!

Indicazioni mediche

Le informazioni pubblicate su Dietabit.it hanno carattere esclusivamente divulgativo e non devono essere considerate come consulenze né prescrizioni di tipo medico o di altra natura. Prima di prendere decisioni riguardanti la propria salute, compresa quella di variare il proprio regime alimentare, è indispensabile consultare, di persona, il proprio medico.


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