Il colesterolo
- 16 novembre 2006 (ultimo aggiornamento 14 gennaio 2012)
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Contrariamente a quanto pensano molte persone, il colesterolo è una sostanza essenziale per la vita umana e animale in genere. È fondamentale per la costruzione e per il mantenimento delle membrane cellulari, svolge un ruolo importante nel metabolismo delle vitamine liposolubili (A, D, E e K) ed è il precursore principale per la sintesi di diversi ormoni (steroidei e sessuali), dei sali biliari e della vitamina D. Il fegato e il cervello sono gli organi nei quali si trovano le più alte concentrazioni di colesterolo.
Colesterolo endogeno
Bisogna sapere che, contrariamente a quanto spesso si crede, la maggior parte del colesterolo presente nel corpo umano non è di origine alimentare (colesterolo esogeno) ma viene invece "fabbricato" all'interno dell'organismo (colesterolo endogeno). Ogni giorno viene prodotto internamente circa un grammo di colesterolo, mentre l'apporto alimentare è di soli 0,3 grammi circa (ovviamente si tratta di un valore medio che può variare in base alle diverse abitudini alimentari).
I principali organi coinvolti nella sintesi del colesterolo sono il fegato, le ghiandole surrenali e l'intestino.
Apporto alimentare
Il colesterolo alimentare viene
assorbito all'interno dell'intestino e da qui immesso nella
circolazione sanguigna e trasportato nel sangue da apposite
lipoproteine dette chilomicroni.
Gli alimenti che contengono colesterolo sono tutti di origine animale: ne sono particolarmente ricchi alimenti come le uova, il fegato, la carne, i crostacei, il latte, il burro e i formaggi.
I meccanismi di regolazione
È importante notare che il nostro organismo possiede dei meccanismi piuttosto sofisticati per regolare i livelli di colesterolo nel sangue: generalmente un aumento del colesterolo assunto con l'alimentazione comporta una diminuzione della quantità prodotta internamente; ovviamente vale anche il viceversa: riducendo il colesterolo di origine alimentare si ha un aumento di quello prodotto internamente.
Considerati questi meccanismi di compensazione, la domanda che spesso si pone chi è preoccupato per la propria salute è: allora come si può agire per abbassare il colesterolo?
Prima di rispondere a questa domanda è fondamentale approfondire ulteriormente la nostra conoscenza del colesterolo e chiarire ancora alcuni punti.
Colesterolo buono e cattivo
Quando si parla di colesterolo buono e cattivo si fa spesso confusione. Innanzitutto bisogna chiarire che la distinzione non fa alcun riferimento al colesterolo alimentare: il colesterolo presente nel tuorlo d'uovo, ad esempio, non è né buono né cattivo. La distinzione si riferisce invece al colesterolo ematico (quello nel sangue) ed è fondamentale comprenderla a fondo prima di prendere delle decisioni tese al miglioramento della propria salute.
Per capire la differenza bisogna scoprire in che modo il colesterolo viene trasportato nel sangue. Il colesterolo non è infatti idrosolubile (si comporta in modo analogo all'olio nell'acqua) e non può quindi essere semplicemente sciolto nel sangue.
Per essere trasportato e distribuito ai tessuti che ne hanno bisogno, è necessario che si leghi ad altri composti, le lipoproteine, complessi idrosolubili formati da proteine e da grassi. Come vedremo, esistono diverse tipologie di lipoproteine e sono proprio queste che caratterizzano il colesterolo che trasportano come buono o cattivo.
Le lipoproteine LDL
La maggior parte del colesterolo presente nel sangue si trova legato alle lipoproteine di tipo LDL (Low Density Lipoprotein, cioè lipoproteine a bassa densità). La funzione principale delle LDL è il trasporto del colesterolo dal fegato verso i tessuti. Questa azione è fondamentale per la nostra vita in quanto premette di rifornire costantemente le cellule con il colesterolo di cui hanno bisogno. Il colesterolo legato alle lipoproteine LDL viene chiamato comunemente (ingenerosamente, visto che è fondamentale per mantenerci in vita) colesterolo cattivo, vediamo perché.
Il colesterolo cattivo
Quando nel sangue vi è un eccesso di colesterolo legato alle LDL, una parte di esso si può depositare pericolosamente (insieme ad altre sostanze) sulle pareti delle arterie. A causa di questi depositi, con il trascorrere degli anni, le dimensioni utili delle arterie si possono ridurre notevolmente fino ad ostruirsi completamente. Nel peggiore dei casi questo processo può portare, come è facile immaginare, all'infarto. Il colesterolo LDL viene comunemente chiamato colesterolo cattivo, per evidenziare che costituisce un importante fattore di rischio cardiovascolare.
La concentrazione di colesterolo LDL nel sangue dovrebbe essere tenuta sotto controllo per evitare che superi i valori di pericolo. Nonostante venga chiamato comunemente "colesterolo cattivo", bisogna ricordare che la sua funzione è fondamentale e positiva per la nostra salute: solo quando è in eccesso diventa veramente "cattivo".
Le lipoproteine HDL
Per fortuna la situazione colesterolo alto non è così preoccupante come potrebbe sembrare. Il nostro corpo ha infatti ampie possibilità di minimizzare i rischi derivanti da un eccesso di colesterolo LDL. Infatti esistono anche le lipoproteine HDL (High Density Lipoprotein), che svolgono il compito opposto rispetto alle LDL.
Il colesterolo buono
Le lipoproteine HDL raccolgono il colesterolo in eccesso presente nell'organismo e lo trasportano verso il fegato dove verrà trasformato ed eliminato. L'azione delle lipoproteine HDL è particolarmente benefica in quanto impedisce al colesterolo in eccesso di accumularsi sulle pareti delle arterie ed è quindi fondamentale per la prevenzione di gravi malattie cardiovascolari. È per questo motivo che il colesterolo HDL viene spesso chiamato colesterolo buono.
Per minimizzare il rischio di problemi cardiovascolari il livello di colesterolo HDL dovrebbe essere il più alto possibile; bisogna cioè cercare di aumentarlo facendo però attenzione a non far salire troppo anche quello LDL.
Quando bisogna intervenire e come?
Nella pagina che segue vedremo quali sono i valori di riferimento per il colesterolo buono e quello cattivo e illustreremo quali strategie possono essere attuate per migliorare la propria salute.
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