Antibiotici: una risorsa da preservare

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La scoperta degli antibiotici ha rappresentato una svolta nella storia dell'umanità poiché prima di allora le malattie infettive erano la prima causa di morte. Oggi, a meno di un secolo di distanza dalla scoperta del primo antibiotico, rischiamo però di ripiombare nell'era pre-antibiotica a causa dell'emergenza della resistenza batterica agli antibiotici e della difficoltà nel reperire nuove molecole: questo l'allarme lanciato dall'Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) in occasione della Giornata Mondiale della Salute 2011 [1].

La resistenza batterica agli antibiotici

Resistenza batterica agli antibioticiL'insorgenza della resistenza dei batteri agli antibiotici è una conseguenza del loro massiccio uso e questa relazione è evidente sia per il singolo individuo che per l'intera popolazione. Se da una parte gli antibiotici sono essenziali per curare molte infezioni, dall'altra un loro uso improprio aumenta lo sviluppo di resistenze nei batteri [2]. Più gli antibiotici sono usati, e in particolare usati impropriamente, più la pressione selettiva porta i batteri ad acquisire resistenza; da questo deriva la necessità di limitarne l'uso a quello che è realmente necessario.

Il meccanismo con cui i batteri diventano resistenti è di tipo "darwiniano": alla pressione selettiva esercitata nell'ambiente dall'antibiotico, sopravvive, all'interno di una popolazione batterica sensibile, la cellula batterica divenuta resistente in seguito a una mutazione spontanea che riproducendosi darà origine a una popolazione resistente.

L'uso degli antimicrobici ha quindi conseguenze sia per il singolo individuo che per l'intera popolazione: l'uso individuale può selezionare batteri antibiotico-resistenti che possono infettare altri membri della popolazione causando infezioni difficili da trattare [3].

Usare gli antibiotici in modo corretto

L'uso razionale di un antibiotico consiste nell'utilizzo del farmaco appropriato per quella determinata patologia nelle dosi e nei tempi adeguati [4]. Affinché un antibiotico sia efficace deve essere di buona qualità (diffidare da tutti i farmaci venduti online, la vendita online in Italia è illegale!) e il batterio che causa l'infezione deve essere sensibile ad esso.

Quindi il trattamento di un'infezione richiede sempre un test microbiologico sulla sensibilità del batterio responsabile verso gli antibiotici. Non sempre, però, si possono attendere i tempi tecnici di esecuzione di un antibiogramma (48-72 h) e quindi vengono somministrati antibiotici definiti a largo spettro, ovvero capaci di agire su più specie batteriche in attesa che si individui il farmaco più specifico per quella infezione.

L'uso irrazionale di un antimicrobico include la prescrizione di farmaci non necessari o necessari ma nelle dosi e nei tempi non corretti. Da un lato alcuni medici possono prescrivere troppe medicine per timore di un fallimento terapeutico, per scarsità di conoscenze, per accontentare i pazienti o per guadagni personali; dall'altro lato i consumatori possono praticare l'auto medicazione usando antibiotici non necessari o non efficaci o in quantità e tempi non appropriati.

Facciamo due tipici esempi di uso improprio di antibiotici: le infezioni dell'apparato respiratorio superiore (es. raffreddore) sono principalmente causate da virus e quindi non richiedono terapia antibiotica ma tuttavia questa è frequentemente prescritta [5] e le malattie diarroiche, anch'esse principalmente provocate da virus e che si autorisolvono, sono spesso trattate con antibiotici.

Questo significa che se non ci sono malattie di base importanti (es. diabete, cardiopatie, pneumopatie, malattie croniche), e in questi casi bisogna affidarsi al proprio medico, in caso di comuni infezioni virali come raffreddore, mal di gola, influenza e diarrea non è necessario assumere antibiotici ma solo farmaci "sintomatici", ovvero farmaci che vanno ad alleviare i fastidiosi sintomi ad es. antiinfiammatori per la gola, antipiretici per la febbre, aerosol per il raffreddore e antidiarroici per i problemi intestinali.

Profilassi antibiotica

Anche la prevenzione delle infezioni mediante la profilassi antibiotica ormai è altamente regolamentata rispetto al passato dove era praticata di routine [6].

Esistono linee guida per ogni intervento o pratica invasiva che determinano quali sono gli interventi che necessitano sempre di una profilassi e quali sono i pazienti su cui va fatta prevenzione, ovvero pazienti che presentano determinati fattori di rischio nel contrarre una determinata infezione, ad es. avere una protesi valvolare cardiaca è un alto fattore di rischio negli interventi odontoiatrici mentre avere un bypass coronarico non lo è, oppure una persona diabetica ha un maggiore rischio di infezione della ferita chirurgica.

Questo significa che ogni persona deve affidarsi al proprio medico o allo specialista che lo ha in cura che ne conoscono le patologie di base e che possono valutare se è necessaria o meno una profilassi antibiotica.

Antibiotici agli animali e conseguenze per l'uomo

L'introduzione degli antibiotici ha rappresentato anche per la pratica veterinaria un enorme passo avanti. Questi farmaci sono usati per la cura delle malattie infettive sia negli animali domestici che nelle fattorie e negli animali destinati alla produzione alimentare. Lo sviluppo e il diffondersi della resistenza agli antibiotici riguarda, ovviamente, anche l'ambito veterinario.

I batteri resistenti "trasportati" dal prodotto di origine animale si diffondono alle persone principalmente con la consumazione di cibi non adeguatamente cotti, o possono contaminare altri cibi o anche l'ambiente come ad esempio l'acqua. Gli antibiotici usati negli animali destinati alla produzione alimentare sono frequentemente gli stessi, o comunque appartenenti alla stessa classe, di quelli usati nell'uomo con la differenza che lo scopo è quello di prevenzione delle malattie e promozione della crescita [7].

Cosa possiamo fare?

Nell'eterna guerra tra uomo e batteri in questo momento della storia noi non abbiamo più molte armi: esistono ormai batteri resistenti a tutti gli antibiotici in commercio e quindi fatali. Questi batteri, tra i quali Pseudomonas aeruginosa e Stenotrophomonas maltophilia, si trovano per ora solo in ambito ospedaliero, in particolare nei reparti in cui si somministrano grandi quantità di antibiotici come le terapie intensive [8]. Uno dei motivi per cui i giorni di degenza post operatori sono drasticamente diminuiti negli ultimi anni è il fatto che si cerca di evitare l'insorgere di infezioni sostenute da batteri ospedalieri.

Per evitare che la situazione continui a peggiorare bisogna cercare di preservare le risorse che abbiamo nell'attesa che ne vengano scoperte di nuove. Purtroppo negli ultimi anni la ricerca farmaceutica per lo sviluppo di nuovi antibiotici si è sostanzialmente fermata; al momento ci sono solo 5 nuovi antibiotici in fase di produzione. Il limitato impegno nella ricerca in questo settore è dovuto principalmente al probabile basso profitto e alle difficoltà di sviluppare nuovi prodotti.

L'uso di un antibiotico è limitato nel tempo, per le case farmaceutiche è molto più remunerativo investire su farmaci utilizzati in malattie croniche e che quindi vengono assunti per tutta la vita.

È per questo che ogni individuo deve cercare di usare gli antibiotici in modo responsabile e nel modo corretto ovvero solo se realmente necessari, nelle dosi prescritte (prenderne meno lo rende inefficace, prenderne di più non serve) e nei tempi corretti: uno dei più gravi errori è ridurre i giorni di terapia solo perché apparentemente si è guariti.

A cura di

Dott.ssa Maddalena Perotti
Medico Chirurgo - spec. in Microbiologia e Virologia

Bibliografia

  1. World Health Organization
    World Health Day 2011: Policy briefs,
     Geneva
    http://www.who.int/world-health-day/2011/en/index.html
  2. Van de Sande-Bruinsma N et al.
    Antimicrobial drug use and resistance in Europe.
    Emerging Infectious Diseases, 2008, 14(11):1722-30
  3. World Health Organization
    The evolving threat of antimicrobial resistance. Options for action.
    http://whqlibdoc.who.int/publications/2012/9789241503181_eng.pdf
  4. World Health Organization
    How to develop and implement a national drug policy, 2nd ed. Geneva, 2001
    http://apps.who.int/medicinedocs/pdf/s2283e/s2283e.pdf
  5. Lindbaek M.
    Prescribing antibiotics to patients with acute cough and otitis media.
    British Journal of General Practice, 2006, 56(524):164-6.
  6. Gagliardi AR et al.
    Factors influencing antibiotic prophylaxis for surgical site infection prevention in general surgery: a review of the literature. Canadian
    Journal of Surgery, 2009, 52(6):481-9.
  7. Statens Serum Institut, Danish Veterinary and Food Administration, Danish Medicines Agency, National Veterinary Institute and National Food Institute, Technical University of Denmark. DANMAP 2009
    Use of antimicrobial agents and occurrence of antimicrobial resistance in bacteria from food animals, foods and humans in Denmark
    Søborg, The Danish Integrated Antimicrobial Resistance Monitoring and Research Programme (DANMAP), 2009
  8. Peña C, Gómez-Zorrilla S, Suarez C, Dominguez MA, Tubau F, Arch O, Oliver A, Pujol M, Ariza J.
    Extensively drug-resistant Pseudomonas aeruginosa: risk of bloodstream infection in hospitalized patients.
    Eur J Clin Microbiol Infect Dis. 2012

Indicazioni mediche

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