Animali domestici: tante gioie ma qualche attenzione!

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In Italia gli animali domestici presenti nelle case superano i 40 milioni. Al primo posto troviamo i pesci, seguiti nell'ordine da uccelli, gatti, cani, roditori, rettili e varie specie di animali esotici. La stima della spesa annua per il loro mantenimento è di circa 1.600 milioni di euro, e comprende alimentazione, cure veterinarie e accessori vari.

Chiunque possieda un animale domestico conosce i molteplici effetti positivi che portano nella nostra vita: compagnia, affetto, amicizia, per citarne solo alcuni.

Gli animali, però, sono anche una potenziale fonte di trasmissione di infezioni batteriche, elmintiche (vermi), virali e fungine all'uomo; è per questo che è importante conoscerle per evitare questo spiacevole inconveniente sia a loro che a noi.

Animali domestici e salutePer ridurre il rischio di infezioni e quindi la possibilità di trasmissione, bisogna vaccinare gli animali domestici, tenerli lontani dagli animali selvatici e farli visitare periodicamente dal veterinario, anche se apparentemente sani. È, inoltre, importante proteggerli da pulci, zecche e pappataci che possono trasmettere a loro volta diversi agenti patogeni.

Possiamo distinguere infezioni trasmesse direttamente e indirettamente dagli animali domestici all'uomo. Vediamo ora le più comuni in Italia.

Infezioni conseguenti a morsi

Derivano dall'inoculazione di microorganismi della flora orale animale nei tessuti traumatizzati dal morso. I cani sono responsabili del 70-90% delle lesioni denunciate, a seguire gatti e roditori.

Soggetti a rischio sono i veterinari, i bambini e i giovani adulti e gli agenti di pubblica sicurezza. Il rischio di infezione è maggiore per i morsi a carico di mani, polsi, piedi e caviglie perché in queste sedi vengono facilmente lese le strutture articolari profonde quali tendini e spazi articolari dove è più difficile pulire, e fasci vascolari dalla cui rottura può derivare una diffusione del batterio in circolo. Sono stati identificati circa 60 microrganismi nella flora orale di cani e gatti, però quelli che possono causare patologia sono solo una piccola parte di questi: stafilococchi, streptococchi, batteri anaerobi e Pasteurella multocida. Quest'ultimo è un batterio che causa il 25-50% delle infezioni da morso di cane e fino all'80% da morso di gatto. Provoca tumefazione della parte lesa, dolore, impotenza funzionale con possibile estensione del processo infettivo ai tessuti circostanti.

Le ferite da morso devono essere lavate al più presto con acqua e sapone e, se necessario, sottoposte a toilette chirurgica per rimuovere i tessuti necrotici. In caso di lesioni profonde o localizzate in zone a rischio come capo, volto, mani e articolazioni maggiori è consigliata la profilassi antibiotica.

Il pericolo più temibile rimane comunque la trasmissione del virus della rabbia. In caso di morso, il proprietario del cane dovrebbe mostrare il libretto delle vaccinazioni per assicurare che il cane è sano e comunque, se la ferita è profonda, bisogna rivolgersi al pronto soccorso per una accurata pulizia della lesione. Se la ferita è lieve basta rivolgersi al proprio medico curante che valuterà la situazione.

In caso di animale randagio, recarsi sempre al pronto soccorso dove verranno eseguiti opportuni controlli clinici e laboratoristici e verrà allertata la ASL che dovrà valutare, in base all'epidemiologia locale, se somministrare o meno la profilassi antirabbica.

Secondo l'articolo 86 del Regolamento di Polizia Veterinaria, il cane morsicatore dovrebbe essere tenuto in osservazione per 10 giorni al canile municipale per valutare se presenta i sintomi della rabbia. Si può concedere l'osservazione domiciliare su richiesta del proprietario che deve garantire che l'animale non venga spostato dal luogo designato e si deve assumere l'onere per la vigilanza da parte del veterinario comunale. Nei casi di rabbia conclamata il sindaco ordina l'immediato abbattimento dell'animale.

Secondo l'articolo 87 dello stesso regolamento, se il cane o il gatto viene morso da un animale selvatico fuggito, dovrebbe essere soppresso ma, su richiesta del padrone, può essere tenuto in osservazione 6 mesi da parte del veterinario ufficiale a spese del proprietario. Se l'animale morsicatore viene recuperato, sono sufficienti i 10 giorni di osservazione se questo non presenta sintomi rabbici.

Infezioni a trasmissione diretta

Sono infezioni che possono essere trasmesse direttamente dall'animale domestico all'uomo.

Infezioni elmintiche (vermi)

Gli elminti (dal greco ἕλμινς = verme) sono definiti parassiti in quanto hanno bisogno di un organismo ospite per poter compiere il loro ciclo vitale. A seconda della specie coinvolta, possono infestare sia le mucose delle cavità dell'organismo in comunicazione con l'esterno (soprattutto l'apparato gastrointestinale) sia il circolo sanguigno o linfatico andando a invadere organi e tessuti profondi.

Altri parassiti

Infezioni batteriche

Altre infezioni

Infezioni trasmesse tramite artropodi vettori

Sono infezioni che colpiscono l'animale domestico ma vengono trasmesse all'uomo mediante vettori quali zecche, zanzare e pappataci.

Norme di comportamento

Per ridurre la frequenza di malattie dovute agli animali domestici si possono adottare semplici misure di comportamento. Prima di tutto misure di igiene personale e di educazione ai bambini insegnando loro un comportamento corretto con tutti gli animali, evitando di disturbarli durante il sonno e l'alimentazione.

È importante impedire la coprofagia (ingestione di escrementi) dei cani e la disseminazione dei loro escrementi in ambiente urbano, soprattutto nei luoghi frequentati da bambini.

Sotto consiglio del veterinario, trattare i cuccioli con antielmintici (trattamento contro i vermi), somministrare annualmente il vaccino (che protegge da più infezioni) e mensilmente gli antiparassitari contro pulci, zecche e pappataci.

Con queste semplici regole evitiamo che i nostri animali si ammalino e, di conseguenza, anche noi.

A cura di

Dott.ssa Maddalena Perotti
Medico Chirurgo - spec. in Microbiologia e Virologia

Fonti

Indicazioni mediche

Le informazioni pubblicate su Dietabit.it hanno carattere esclusivamente divulgativo e non devono essere considerate come consulenze né prescrizioni di tipo medico o di altra natura. Prima di prendere decisioni riguardanti la propria salute, compresa quella di variare il proprio regime alimentare, è indispensabile consultare, di persona, il proprio medico.