HIV e AIDS sono ancora tra noi: parliamone!

Link sponsorizzati

1981-2012: sono passati 31 anni dai primi casi di AIDS diagnosticati e ancora c'è molta, troppa confusione riguardo al virus dell'HIV, alla sua trasmissione, alla patologia che provoca.

Questa confusione è dovuta al fatto che, in Italia, l'infezione da HIV è un tabù; televisione e giornali non ne parlano mai e il rischio è che se non se ne parla è come se non esistesse.

Simbolo della giornata mondiale della lotta all'AIDS Eppure i dati dell'OMS parlano chiaro: nel 2010 in Italia sono stati diagnosticati 5,5 nuovi casi di HIV positività ogni 100.000 residenti. L'incidenza è maggiore al centro-nord rispetto al sud e isole e una persona su tre diagnosticate come HIV positive è di nazionalità straniera. La maggioranza delle nuove infezioni (80,7%) è dovuta ai rapporti sessuali non protetti (eterosessuali 49,8%, omosessuali 30,9%). Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2010 hanno un'età mediana di 39 anni per i maschi e di 35 anni per le femmine.

Negli anni '80, quando l'infezione da HIV era mortale perché ancora non si conoscevano bene il virus e il suo meccanismo d'azione, le campagne ministeriali per sensibilizzare la popolazione furono molto efficaci. Chi non ricorda il celebre spot: se lo conosci lo eviti, se lo conosci non ti uccide? Tutti eravamo terrorizzati da quell'alone fucsia. Fu molto efficace anche la campagna di prevenzione per promuovere l'uso del profilattico e degli aghi sterili.

Poi negli anni la ricerca scientifica ha permesso di comprendere meglio questo virus e di formulare farmaci sempre più efficaci e così le campagne ministeriali si sono fatte sempre più soft, sempre meno trasmesse... e oggi? Oggi non se ne parla più, e anche la giornata mondiale contro l'AIDS indetta ogni anno il primo di dicembre, passa spesso in sordina. O meglio, si ricordano spesso i paesi del terzo mondo, flagellati da questa epidemia, ma non si ricorda che anche nei paesi sviluppati questo virus esiste ancora. Il rischio è che le nuove generazioni siano completamente ignoranti sull'argomento e sottovalutino il problema.

Ma andiamo con ordine e cerchiamo di fare un po' di chiarezza.

Il virus HIV

Virus dell'HIVHIV è l'acronimo di Human Immunodeficiency Virus, ovvero virus umano dell'immunodeficienza acquisita.

Virus appartenente alla famiglia dei Retrovirus, ha forma sferica e possiede, oltre al capside, una membrana lipidica esterna. Quest'ultima ospita due glicoproteine: gp120 che permette il legame del virus alla cellula bersaglio e gp41 che permette l'ingresso del virus nella cellula.

Il bersaglio del virus HIV è la molecola CD4 che è presente sulla superficie dei linfociti T-helper, globuli bianchi deputati alla difesa, tra le altre cose, dai virus e dai miceti (funghi).

Esistono due tipi di virus: HIV-1 che è diffuso in tutto il mondo ed è responsabile della maggior parte dei casi di infezione e HIV-2, presente in Africa occidentale e nell'America meridionale, che è molto meno virulento.

Vie di trasmissione

Le possibili vie di trasmissione di HIV sono:

Non sono stati segnalati casi di trasmissione attraverso altri liquidi biologici come saliva o lacrime. Non sono veicolo di infezione gli oggetti di uso comune. Questo significa che vivere nella stessa casa e avere normali rapporti di convivenza con persone infette non espone al rischio di infettarsi.

Comportamenti a rischio

Patogenesi

L'infezione da HIV si può suddividere in tre fasi principali:

L'infezione primaria è caratterizzata da una sindrome clinica acuta. A 2-6 settimane dal contagio una parte dei soggetti infettati sviluppa una sintomatologia simil-influenzale (febbre, sonnolenza, astenia, cefalea, faringite); molti soggetti, invece, non presentano alcun sintomo. È in questa fase che si ha un'elevata replicazione virale con disseminazione del virus agli organi deputati alla produzione di anticorpi. Questi anticorpi, prodotti entro i tre mesi dall'infezione, riducono la viremia (presenza del virus nel circolo sanguigno) ma non eliminano il virus; si passa così dalla fase acuta a quella cronica.

La fase di latenza clinica ha una durata di diversi anni (da 8 a 12) ed è caratterizzata da assenza di sintomi ma da un progressivo deterioramento del sistema immunitario per progressiva diminuzione dei linfociti T. In questa fase vi è un'attiva replicazione del virus a livello degli organi linfoidi ma molto scarsa in circolo.

La progressiva deplezione linfocitaria porta alla fase sintomatica che si manifesta prima con sintomi quali astenia e perdita di peso e poi con l'insorgenza di infezioni opportunistiche, ovvero infezioni che nel paziente sano non provocano patologia. Sono proprio queste la principale causa di morte nei pazienti con AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome, Sindrome da immunodeficienza acquisita).

Diagnosi

Chiunque abbia avuto anche solo un comportamento a rischio, ovvero un rapporto non protetto o uno scambio di aghi, dovrebbe sottoporsi al test.

Non esistono più categorie a rischio, ognuno di noi può essere entrato in contatto con il virus e l'assenza di sintomi per molti anni provoca un grave ritardo nella diagnosi con un doppio rischio: rendere poco efficace la terapia ed essere una inconsapevole fonte di contagio.

Il test consiste in un semplice prelievo di sangue dove si va a ricercare la presenza di anticorpi anti-HIV. Come detto in precedenza, la produzione di anticorpi non è immediata per cui solo dopo tre mesi dal comportamento a rischio si può avere una diagnosi certa. Il test andrebbe comunque eseguito anche prima dei tre mesi per escludere un'eventuale positività preesistente. Se il test dovesse risultare positivo, verrà eseguito un test di conferma con una metodica più sensibile.

Il test è gratuito e, se si vuole, anonimo. Bisogna affidarsi sempre a centri specializzati; al numero verde 800 861 061 (Telefono verde Aids e IST) è possibile ricevere consulenza anonimamente e gratuitamente e richiedere l'indirizzo del centro più vicino dove poter eseguire il test dell'HIV.

Terapia

La ricerca farmacologica ha permesso in questi decenni di formulare farmaci molto efficaci contro il virus HIV. La terapia attuale consiste nell'uso combinato di più antivirali per evitare l'insorgenza di resistenze da parte del virus e si definisce con l'acronimo HAART, Highly Active Antiretroviral Therapy.

Questa terapia, se iniziata in tempo, permette un rallentamento della replicazione virale tale da consentire uno stile di vita normale e una sopravvivenza molto più lunga rispetto al passato.

Se la diagnosi è effettuata in ritardo, i benefici della terapia non saranno altrettanto efficaci. Il test diventa fondamentale per diagnosticare precocemente la malattia.

Non è ancora disponibile un vaccino efficace nonostante numerosi gruppi di studio stiano cercando di ottenerlo.

Dal virus dell'HIV non si guarisce. E' per questo che diventa fondamentale la prevenzione mediante l'educazione a comportamenti sicuri.

A cura di

Dott.ssa Maddalena Perotti
Medico Chirurgo - spec. in Microbiologia e Virologia

Fonti

Indicazioni mediche

Le informazioni pubblicate su Dietabit.it hanno carattere esclusivamente divulgativo e non devono essere considerate come consulenze né prescrizioni di tipo medico o di altra natura. Prima di prendere decisioni riguardanti la propria salute, compresa quella di variare il proprio regime alimentare, è indispensabile consultare, di persona, il proprio medico.