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La dieta di mantenimento

  • 4 febbraio 2011
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Una volta terminata una dieta dimagrante, la dieta di mantenimento è utile per evitare di cadere nell'effetto yo-yo. In assenza di una dieta precisa da seguire, il rischio è quello di lasciarsi andare, dopo tanti sacrifici, ad un regime alimentare privo di regole che porta in poco tempo a riprendere i chili persi nella fase precedente.

Alcune diete prevedono una fase di mantenimento di alcune settimane che servirebbe per "stabilizzare" il metabolismo dopo la fase di dimagrimento vera e propria. Altre diete invece non prevedono questa fase e lasciano il soggetto senza alcuna indicazione. In entrambi i casi, una volta terminata la fase di mantenimento, il rischio di riprendere i chili persi è enorme.

A prima vista sembra che si siano solo due alternative:

  • stare a dieta tutta la vita: in pratica bisognerebbe seguire la dieta di mantenimento per sempre, per evitare di riprendere i chili persi;
  • riprendere tutti chili che si erano persi per poi iniziare una nuova dieta (il famoso "effetto yo-yo").

Alternative alla dieta di mantenimento

Per fortuna esiste anche un'altra possibilità: l'educazione alimentare! Dovrebbe essere ovvio, ma nel 90% dei casi non è così.

Prima della dieta

MantenimentoPrima ancora di iniziare una dieta dimagrante bisognerebbe fare una seria analisi (senza mentire a sé stessi) per capire quali sono stati gli errori che hanno portato all'accumulo di grasso in eccesso. Potrebbero essere gli spuntini fuori pasto o la sedentarietà, oppure gli eccessi alimentari durante le cene al ristorante. La cosa importante è cercare di quantificare (calcolando le calorie) il peso dei vari fattori.

Durante la dieta

Durante la fase di dimagrimento e, se prevista, durante la dieta di mantenimento, bisogna cercare in ogni modo di imparare a conoscere meglio le caratteristiche degli alimenti e dei nutrienti. Se si arriva alla fine di una dieta senza aver imparato che un grammo di carboidrati fornisce circa quattro calorie mentre un grammo di grassi ne fornisce circa nove, la dieta non è servita a nulla: sicuramente non saremo in grado di mantenere il peso forma, perché non avremo gli strumenti culturali per calcolare il bilancio delle entrate (cibo) e delle uscite (fabbisogno calorico).

Se ci si rivolge ad uno specialista, è importante verificare fin da subito che quest'ultimo sia disposto a centrare due obiettivi fondamentali:

  • a breve termine: far dimagrire (ovvio);
  • a lungo termine: fornirci un'educazione alimentare di base che ci permetta di non aver bisogno di lui per tutta la vita.

Dei due, il secondo è l'obiettivo più importante: in pratica, una volta dimagriti, dobbiamo essere in grado di costruirci da soli la "dieta di mantenimento". Purtroppo questo obiettivo va in qualche modo in conflitto con gli interessi del professionista, per cui è bene scegliere il dietologo o il nutrizionista anche in base a questo aspetto.

Dopo la dieta

Una volta terminata la dieta dimagrante e conclusa la fase di mantenimento, non è pensabile stare "a dieta" per tutta la vita. Essersi fatti un'educazione alimentare permetterà di calcolare le calorie introdotte con gli alimenti e di verificare che queste non eccedano il fabbisogno calorico quotidiano. Ma se il fabbisogno calorico si rivelerà così basso da costringer a fare la fame? Niente paura: innanzitutto esistono alimenti sazianti e ipocalorici (come ad esempio frutta e verdura), che permettono di non soffrire la fame pur rispettando il fabbisogno calorico. In secondo luogo c'è sempre la possibilità, auspicabile anche per motivi di salute e benessere generale che vanno al di là del semplice dimagrimento, di eseguire regolarmente esercizio fisico.

Grazie all'esercizio fisico il fabbisogno calorico aumenta notevolmente e con esso anche il senso di soddisfazione quando ci si siede a tavola.