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La dieta vegetariana

  • 29 aprile 2008
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Iniziamo subito chiarendo cosa intendiamo con dieta vegetariana. In realtà esistono due modi di interpretarla completamente diversi:

  • la dieta lacto-ovo vegetariana, con la quale si escludono dalla dieta la carne e il pesce, mentre si ammettono altri alimenti di origine animale come le uova e il latte.
  • la dieta vegetaliana (detta anche vegana), con la quale si escludono tutti gli alimenti di origine animale come ad esempio il latte, le uova, i formaggi e il miele.

Dieta vegetarianaIn questo articolo prenderemo in esame solo la prima categoria e ci riferiremo ad essa con il termine generico di dieta vegetariana. I motivi per cui si può scegliere di seguire una dieta di questo tipo sono sostanzialmente due: quello etico (il rispetto degli animali) e quello alimentare (scelta salutistica).

Scelta etica

È una scelta rispettabile ma spesso incoerente. Chi non mangia carne per non essere complice dell'uccisione degli animali, per essere coerente, non dovrebbe nemmeno vestirsi con capi di origine animale (es. scarpe di pelle) e non dovrebbe nemmeno mangiare alimenti ottenuti attraverso lo sfruttamento (e la sofferenza) degli animali: ad esempio dovrebbe eliminare il latte e le uova, cosa che più coerentemente fanno i vegetaliani. Non trattandosi una scelta puramente "alimentare", una discussione su questo argomento va oltre lo scopo del sito, quindi non approfondiremo ulteriormente.

Scelta salutistica

Sulla scelta salutistica mi sento invece di affermare che

la dieta vegetariana è perfettamente compatibile con una sana alimentazione, ma non è necessariamente migliore di una dieta "non vegetariana".

Questa affermazione deriva dal fatto che con una dieta vegetariana che esclude la carne, ma ammette latte, latticini e uova, si possono assumere esattamente le stesse proteine e aminoacidi che si assumono con una dieta "normale" e bilanciata nella quale sia permessa anche la carne. Anche le vitamine e i minerali necessari possono essere garantiti senza "acrobazie" alimentari (necessarie invece per chi segue una dieta vegana).

La precisazione "non è necessariamente migliore" deriva da semplici osservazioni come le seguenti (solo per citarne alcune):

  • il consumo moderato di carne non causa problemi per la salute;
  • il pesce (pur essendo un alimento di origine animale) è ricco di grassi polinsaturi benefici per la salute;
  • molti alimenti di origine vegetale devono essere limitati (es. olio di colza)

Vegetariani per partito preso

Chi mischia le due scelte precedenti spesso lo fa per partito preso e utilizza la motivazione salutistica per giustificare una scelta etica a volte troppo debole e incoerente. Anche su questo argomento sorvoliamo per non perdere di vista l'argomento importante: il rapporto tra alimentazione e salute.

Quali rischi

Il pericolo principale consiste nel cadere nella banale semplificazione "vegetale=buono, animale=cattivo". In questo caso si rischia di nutrirsi "sulla fiducia" con pessimi alimenti di origine vegetale. Un esempio sono i grassi vegetali come l'olio di palma (o ancor peggio i grassi vegetali idrogenati), ricchi di acidi grassi saturi e, dal punto di vista nutrizionale, di qualità inferiore ai grassi contenuti nella carne.

Il giudizio di dietabit

La dieta vegetariana presenta diversi aspetti positivi che non possono essere ignorati:

  • è facile da seguire: a differenza della dieta vegana che esclude tutti gli alimenti di origine animale, la dieta vegetariana può essere seguita senza grossi problemi da tutti.
  • attività fisica: la dieta vegetariana è perfettamente compatibile con uno stile di vita attivo e non pregiudica assolutamente la pratica di attività sportive.
  • qualità degli alimenti: l'esclusione di carne, salsicce e salumi vari mette al riparo da un consumo eccessivo dei suddetti alimenti (abuso che la scienza ha già ampiamente dimostrato essere dannoso per la salute).

L'unico aspetto negativo della dieta vegetariana è quello di escludere il pesce dalla dieta. Premesso che gli acidi polinsaturi si trovano anche nella frutta secca (che però è ipercalorica) e in altri alimenti di origine vegetale, l'esclusione del pesce può essere giustificata solo da una scelta etica, mentre dal punto di vista salutistico si tratta di una limitazione non necessaria.

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