Dieta Dukan: l'esercizio fisico

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Leggendo il libro "La Dieta Dukan", sono rimasto positivamente impressionato (e anche stupito, conoscendo il metodo) dall'importanza che Pierre Dukan attribuisce all'attività fisica. Sono fortemente critico nei confronti di questo regime alimentare che definirei, senza mezzi termini, assurdo, ma bisogna ammettere che nel capitolo di introduzione all'attività fisica si trovano ottimi spunti di riflessione.

Il dottor Dukan sostiene, infatti, che l'attività fisica sia indispensabile per dimagrire e ne descrive nel dettaglio le ragioni. Afferma inoltre che l'attività fisica dovrebbe essere prescritta "con ricetta medica" perché deve essere chiaro al paziente che non si tratta di un consiglio che può essere seguito o meno, ma di una prescrizione medica a tutti gli effetti, esattamente come quella dietetica o quella farmacologica.

In alcuni passaggi la lettura è particolarmente piacevole, come ad esempio quando critica chi si iscrive in palestra con l'unico scopo di migliorare l'estetica e non la salute. L'immagine divertente è quella della donna che prende l'ascensore per raggiungere la palestra e fare step, cioè per salire e scendere da uno scalino... e pure a pagamento!

Nell'introduzione al capitolo in oggetto si parla di attività fisica in generale: oltre alla camminata si citano anche la corsa, il nuoto e la danza. Il dottor Dukan descrive alcuni dei benefici dell'attività fisica, tra i quali citiamo:

Andando avanti con la lettura mi sarei aspettato (se non avessi già saputo qualcosa di questo metodo) di trovare un programma di allenamento personalizzato in base all'età e ai chili di sovrappeso: ovvio che un paziente obeso non deve correre, come è ovvio che una ragazza di diciotto anni con cinque chili di troppo non deve limitarsi a camminare per venti minuti. Ciò che viene consigliato, invece, è la raccomandazione generica di camminare, senza alcuna distinzione in base all'età e alle condizioni di salute.

Camminare: esercizio fisico per la dieta DukanA questo punto il dottor Dukan cade addirittura nel ridicolo elencando i tanti motivi per cui la camminata sarebbe l'attività fisica migliore in assoluto. Tra questi motivi si cita il fatto che camminando si utilizza il maggior numero di muscoli possibile: dovrebbe andare a raccontarlo a chi "perde tempo" a praticare il nuoto o la ginnastica artistica!

Unica motivazione valida per proporre la camminata è la considerazione che, per le persone obese, minimizza i rischi di traumi articolari e di incidenti cardiovascolari. E qui torniamo al discorso della personalizzazione: perché proporre la camminata a una giovane sana che ha solo qualche chilo di troppo? Per una persona sana, rinunciare ai benefici derivanti da un'attività aerobica ad alta intensità significa, statisticamente, rinunciare a qualche anno di vita!

Altro motivo per cui la camminata sarebbe imbattibile: permette di consumare il maggior numero di calorie rispetto agli altri sport. A questo punto si potrebbe pensare: "... giusto, con la corsa o con il ciclismo consumerei più calorie per unità di tempo, ma riuscirei ad allenarmi solo un'ora al giorno; se invece mi limitassi a camminare, e mi allenassi bene, potrei andare avanti anche dodici ore di fila...". Anche su questo punto, delusione completa: la quantità che ci viene consigliata dal metodo Dukan è di venti minuti al giorno, "addirittura" trenta nella fase di crociera!

Attività fisica per ogni fase

Per ogni fase della dieta Dukan viene prescritta una diversa quantità di esercizio fisico, che come già detto consiste solo nel camminare. Nel libro vengono indicati anche esercizi per la tonificazione muscolare, ma si tratta di banali movimenti, come ad esempio sollevare una bottiglia da mezzo litro per 15 volte. Non scendiamo nei dettagli ma ci limitiamo ad osservare che i lavori eseguiti quotidianamente da una casalinga (pulire la casa, portare la spesa, prendere in braccio i figli) sono molto più impegnativi!

La fase di attacco

In questa fase, che ricordiamo, consiste nell'alimentarsi di proteine pure, l'enfasi viene posta sulla limitazione dell'attività fisica. Si consiglia di non eccedere i venti minuti di camminata perché il regime alimentare molto restrittivo mette già a dura prova l'organismo. In un contesto del genere il consiglio è sensato... peccato che il contesto sia completamente assurdo!

Non sarebbe stato meglio lasciar mangiare i carboidrati e prescrivere un'ora di attività anziché venti minuti? No, perché lo scopo è quello di attirare il maggior numero di persone, e i pigri sono la maggioranza. Se si propone una dieta che prevede, fin dall'inizio, l'idea di abbandonare lo stile di vita sedentario, si perde in partenza il 90% dei potenziali clienti.

La fase di crociera

Nella fase di crociera si raggiunge il culmine dell'attività "sportiva": si passa da venti a trenta minuti di camminata! L'aumento dell'attività fisica è motivato dal fatto che in questa fase il nostro organismo, dopo essere stato sorpreso dalla fase di attacco, cerca di resistere e si ostina a non dimagrire. E allora, con questi 10 minuti in più gli diamo il colpo di grazia!

Durante la fase di crociera si può andare incontro a dei periodi di "stagnazione", cioè delle fasi in cui la perdita di peso si arresta. Se una fase di stagnazione dovesse durare più di sette giorni, il dottor Dukan consiglia di aumentare l'attività fisica (cioè andare a camminare) fino a 60 minuti al giorno per quattro giorni consecutivi, eventualmente suddivisi in due sedute da 30 minuti. In questo modo si bruceranno quelle poche calorie in più che sono necessarie per ricominciare a perdere peso.

La fase di consolidamento

In questa fase di raccordo tra il regime iperproteico completamente sbilanciato e il ritorno ad una dieta equilibrata, il dottor Dukan spiega che l'attività fisica è di prioritaria importanza, motivo per cui ci prescrive 25 minuti di camminata, non negoziabili! Come? Non negoziabili? Ma allora i minuti prescritti per le fasi precedenti erano negoziabili? Averlo saputo prima... avremmo cercato di contrattare per farne un po' meno!

La fase di stabilizzazione

Nella fase di stabilizzazione definitiva, cioè quella che sarà seguita per tutta la vita, viene indicato di camminare per venti minuti al giorno e rinunciare definitivamente all'ascensore. Più avanti si precisa: è molto poco, è la soglia minima al di sotto della quale perdiamo la nostra umanità...

Su quest'ultima affermazione sono completamente d'accordo: ma allora perché non essere più decisi e non dire chiaramente che si può andare oltre? Perché non dire "almeno venti minuti"? Perché non parlare di efficienza fisica? Perché non spiegare che praticando sport aerobici ad intensità elevata, per qualche ora alla settimana, si massimizza l'aspettativa di vita?

No, ancora una volta niente di tutto questo: sarebbe troppo scoraggiante per un sedentario sentir parlare di correre, nuotare o andare in bici tre o quattro volte alla settimana. Non ci si può permettere di perdere clienti, meglio lasciar intendere che galleggiare sopra la soglia di umanità sia il massimo della vita!

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Indicazioni mediche

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