Tabella di allenamento troppo dura

A molti runner amatori capita spesso di iniziare una nuova tabella di allenamento che sembra "promettere bene", salvo poi doverla abbandonare dopo un mese (o anche prima) perché risulta massacrante. Le vie di uscita più comuni sono:

Purtroppo non ci sono scappatoie: se la tabella di allenamento è troppo dura per il livello dell'atleta, o si modifica la tabella e la si rende più facile, oppure si ricade in uno dei due casi sopra citati (preferibilmente il primo).

C'è da dire che gli amatori generalmente tendono a ripetere nel tempo gli stessi errori, probabilmente perché non sempre riescono ad afferrare esattamente quali ne siano le cause. Proviamo allora, nel seguito della pagina, a identificare le cause che rendono una tabella troppo dura e, soprattutto, cerchiamo di capire quali sono i motivi che spingono un atleta a scegliere una tabella non adatta al proprio potenziale.

Le cause scatenanti

stanchezza dopo la corsaVediamo innanzitutto quelle che sono le cause oggettive che rendono una tabella troppo difficile da digerire per un determinato atleta amatore. Successivamente vedremo la parte che ritengo più interessante, cioè gli errori (psicologici e non) che portano il runner a scegliere la tabella sbagliata.

Troppi chilometri settimanali

Questo punto è ovvio: se si corre troppo, un affaticamento eccessivo è inevitabile. Per arrivare a correre un certo numero di chilometri settimanali è necessario allenarsi per diversi mesi, incrementando gradualmente il chilometraggio complessivo. Non a caso molti programmi di allenamento seri prevedono per i principianti dei lunghi periodi "di costruzione" con l'unico scopo di raggiungere quegli adattamenti necessari per reggere il chilometraggio proposto.

Ritmi troppo veloci

Anche questo secondo punto sembra banale, ma è meglio chiarire un aspetto che spesso genera confusione: una tabella parametrica non sempre assicura ritmi di allenamento adatti al proprio livello.

Ad esempio, una tabella che prevede un allenamento di 15 km da eseguire al ritmo della propria soglia anaerobica (anche ammesso di riuscire a calcolarla correttamente) non ha lo stesso effetto su tutti gli atleti. Vediamo i due estremi: per un professionista (che è in grado di correre anche venti chilometri al ritmo di soglia anaerobica) l'allenamento sarà intenso ma non massacrante; per un principiante sarà sicuramente un allenamento impossibile da portare a termine.

Mancato recupero

La combinazione degli allenamenti è tale da non permettere un recupero adeguato: pur avendo scelto una tabella adeguata alle proprie possibilità in quanto a ritmi veloci e a chilometri settimanali, ci possono essere alcuni problemi che impediscono all'atleta un recupero adeguato tra un allenamento e il successivo. Vediamo quali sono i più comuni.

  1. Il "lunghissimo" è troppo lungo: caso classico, il lungo della domenica è di 25 km, ma l'atleta fino alla settimana precedente non aveva mai corso più di 15 km consecutivi. Unica soluzione in questo caso è cambiare tabella (modificarla andando a ridurre il lunghissimo a 16 km significherebbe, di fatto, cambiare programma di allenamento). In questi casi bisogna chiedersi: sono pronto per la gara che sto preparando? Ad esempio non ha senso iniziare un programma specifico per ottimizzare la prestazione sulla mezza maratona se in allenamento non si è ancora in grado di correre almeno 21 km a ritmo lento; meglio scegliere un programma "per principianti" e arrivare all'ambito traguardo in modo più graduale.
  2. I giorni sono disposti male: per lasciare libertà all'atleta di incastrare gli allenamenti con gli altri impegni settimanali, le tabelle quasi sempre non indicano il giorno della settimana in cui svolgere un determinato allenamento. Molto spesso il runner non professionista decide di (o è costretto a) concentrare gli allenamenti nel week-end, rischiando di correre due allenamenti "duri" in due giorni consecutivi. Una tabella seria dovrebbe sempre indicare i giorni di recupero tra una seduta e l'altra (per il runner il recupero è parte sostanziale del programma di allenamento).

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Indicazioni mediche

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