Vitamina B6 (piridossina)

Dietabit - 15 ottobre 2009

La vitamina B6 (piridossina) è una vitamina idrosolubile utilizzata principalmente nelle reazioni che coinvolgono l'utilizzo degli aminoacidi. In particolare, un apporto appropriato di vitamina B6 è importante per un corretto utilizzo delle proteine assunte con l'alimentazione.

Oltre all'assunzione alimentare, la vitamina B6 può essere sintetizzata dalla flora intestinale, ma la quantità che ne viene effettivamente assorbita non sembra essere rilevante.

Oltre a ricoprire un ruolo fondamentale nel metabolismo delle proteine, la vitamina B6 è anche coinvolta in altri processi metabolici, come ad esempio la trasformazione del glicogeno in glucosio e la sintesi degli acidi grassi insaturi.

Analogamente ad altre vitamine, non esiste un unica molecola identificata con il nome di vitamina B6, ma esistono diversi composti che sono metabolicamente convertibili tra loro: la piridossina, il piridossale, la piridossamina e i loro esteri fosforici.

Carenza

Non è facile riscontrare carenze di vitamina B6, in quanto si tratta di una vitamina molto diffusa e ben distribuita tra gli alimenti. Nei rari casi di carenza sono stati riscontrati sintomi neurologici.

Tossicità

Livelli di assunzione molto elevati (nell'ordine dei 50 mg al giorno) possono provocare disturbi e danni al sistema nervoso periferico (ad esempio neuropatia sensoriale periferica).

Gli alimenti in cui si trova

La vitamina B6 presente in moltissimi alimenti di origine sia animale che vegetale. Alcuni cibi che la contengono sono ad esempio la carne, il fegato, le uova, il pesce (es. salmone e tonno), i cereali (germe), le patate, le banane e la frutta secca.

RDA

Il fabbisogno di vitamina B6 è legato alla quantità di proteine assunte con la dieta. Le livelli di assunzione raccomandati in Italia, in accordo con quanto suggerito dal Comitato Scientifico Europeo nel 1993 sono stati fissati in 1,5 mg ogni 100 g di proteine alimentari per gli adulti. I livelli di assunzione raccomandati di vitamina B6 aumentano di circa il 20% in caso di gravidanza e del 30% in caso di allattamento.

Le tabelle complete dei livelli di assunzione raccomandata in Italia sono pubblicate della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) alla pagina tabelle riassuntive.