Calorie specifiche e psicologia dell'appetito
- 1 giugno 2007
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Vorrei proporti alcune considerazioni che spesso
faccio in famiglia (e fuori) e sulle quali ricevo più critiche che
consensi (...)
A tavola mangio cracker magri invece del pane, e a giudicare dai valori specifici (chilocalorie per ettogrammo) della tua tabella, 370 calorie contro 256 del pane, 77.4 carboidrati contro 55.0 del pane, io sarei solo un "visionario" nel pretendere di aver ragione in virtù di tali cifre unitarie.
Va da sé, però, che una delle più comuni "predilezioni" di casa e della famiglia media italiana in genere è quella di "far scarpetta" con il pane sui gustosi intingoli di ogni genere.
Con i cracker l'azione fisica è impossibile, con il pane invece è l'ideale e l'assunzione di calorie (assolute, non specifiche) aumenta a dismisura.
In pratica, dire, com'è opinione comune, che i cracker "ingrassano" più del pane perché lo dicono le tabelle è un falso assunto del problema.
La psicologia dell'appetito gioca un ruolo importante nell'introito dei cibi e se ne deve tener conto. Non è ammesso, nel mio ragionamento, il "doppio binario": scarpetta col pane e altro con i cracker. Ci devono pur essere delle rinunce per non sforare nell'obesità, che molti ritengono una malattia sociale.
Giuseppe
Il pane e i cracker magri, dal punto di vista nutrizionale, si equivalgano. Se guardi i valori calorici percentuali dei macronutrienti (ultima colonna della tabella delle calorie), noterai che i due alimenti sono molto simili (cracker: 84-13-4, pane 83-11-6). La differenza di calorie è dovuta solo al diverso contenuto di acqua nei due alimenti. In altre parole, mangiare 145 grammi di pane è come mangiare 100 grammi di cracker, sia come calorie che come nutrimento.
Il tuo ragionamento è quindi corretto quando dici
In pratica, dire, com'è opinione comune, che i cracker "ingrassano" più del pane perché lo dicono le tabelle è un falso assunto del problema.
Infatti è molto più facile eccedere con le calorie usando il pane: se si considera che un intero pacchetto di cracker (27 grammi) fornisce 100 calorie, le stesse fornite da 40 grammi di pane (una fetta neanche troppo grossa), è facile intuire che la "strategia dei cracker" risulta essere quasi sempre quella corretta. Non a caso i dietologi consigliano spesso di sostituire il pane con i cracker o le fette biscottate, proprio per evitare "l'effetto scarpetta".
Quando si fanno considerazioni di questo tipo bisogna però fare attenzione a non focalizzare l'attenzione solo su un aspetto, che potrebbe anche essere marginale per il dimagrimento o per il mantenimento del peso. La cosa più importante è, secondo me, avere una visione precisa della propria alimentazione; i punti fondamentali sono:
- conoscere i singoli alimenti: sembra banale, ma spesso si fallisce nel tentativo di dimagrire perché, per fare un esempio, non si ha idea se il piatto di pasta al sugo fornisce più calorie "per la pasta" o "per il sugo"!
- avere un'idea precisa delle calorie assunte quotidianamente: spesso si improvvisa una dieta con interventi del tipo "da oggi rinuncio a x". Alle volte si interviene su degli aspetti che non sono critici e se ne trascurano altri ben più importanti: ad esempio, quando si rinuncia allo zucchero nel caffè mentre si continua a mangiare l'insalata condita con "un fiume" d'olio. Se si ha la pazienza di pesare e annotare, per un giorno o due, tutto ciò che si mangia, si riesce quasi sempre ad individuare i propri (ognuno ha i suoi) punti critici sui quali intervenire.
Un'ultima considerazione: secondo me sbagli atteggiamento quando dici
Ci devono pur essere delle rinunce per non sforare nell'obesità, che molti ritengono una malattia sociale.
Dico che sbagli perché le rinunce, se si ha la fortuna di essere sani, non sono necessarie. E' sufficiente praticare sport aerobici in modo regolare. Le rinunce diventano necessarie solo in uno di questi casi:
- si è sedentari: in questo caso limitare l'apporto calorico al proprio fabbisogno può essere veramente faticoso
- si pratica sport, ma poco o piano: con "poco" intendo meno di tre/quattro ore alla settimana; con "piano" intendo dire che lo sport deve essere praticato con intensità sufficiente per comportare un dispendio calorico significativo (in altre parole, passeggiare non è la stessa cosa che correre).
Il sovrappeso è sicuramente un ostacolo iniziale e, all'inizio, qualche piccola rinuncia alimentare sarà necessaria. Se però si ha la forza di volontà per raggiungere un peso idoneo alla pratica di uno sport aerobico (e si prende l'abitudine di praticarlo con piacere), le rinunce diventano, per tutta la vita, solo un ricordo.
