I carboidrati

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I carboidrati, chiamati anche glucidi o glicidi costituiscono, in una dieta bilanciata, la fonte principale di energia; l'apporto energetico dei carboidrati dovrebbe mantenersi infatti tra il 50 e il 65% delle calorie totali assunte giornalmente.

A seconda della loro struttura chimica, i carboidrati vengono classificati in semplici o complessi. L'apporto energetico dei carboidrati è di 4 calorie (kcal) per grammo.

Carboidrati semplici e complessi

I carboidrati, dal punto di vista chimico, sono composti dall'unione di uno o più zuccheri semplici con formula Cn(H2O)n con n che può variare da 3 a 9. Il nome carboidrato deriva proprio dalla formula precedente, dalla quale si nota che si ha una parte di carbonio per ogni parte di acqua (idrato).

La pasta: 70% circa di carboidrati.In base al numero di zuccheri semplici di cui si compongono, vengono classificati in monosaccaridi (uno solo), disaccaridi (due), oligosaccaridi (da tre a dieci) e polisaccaridi (più di dieci).

Monosaccaridi

I carboidrati più semplici, composti da uno zucchero elementare, sono detti monosaccaridi o anche zuccheri semplici. Alcuni esempi di monosaccaridi sono

Disaccaridi

I carboidrati composti dal legame tra due monosaccaridi sono detti disaccaridi. Alcuni disaccaridi importanti per l'alimentazione sono

Oligosaccaridi

I carboidrati composti dall'unione di un numero di zuccheri semplici compreso fra tre e dieci vengono indicati con il termine oligosaccaridi. Sono ad esempio oligosaccaridi

Polisaccaridi

I polisaccaridi sono i carboidrati più complessi e possono essere composti anche da migliaia di unità elementari di glucosio. I polisaccaridi più importanti sono

L'indice glicemico dei carboidrati

Anni fa i nutrizionisti consigliavano di dare preferenza ai carboidrati complessi piuttosto che agli zuccheri semplici. Recentemente è stato introdotto il concetto di l'indice glicemico, un sistema per classificare i carboidrati che tiene conto di come questi vengono assimilati dall'organismo.

L' indice glicemico di un alimento indica la velocità con la quale aumenta il livello di glucosio nel sangue (glicemia) in seguito all'assunzione di un alimento che contiene carboidrati.

La scelta degli alimenti a basso indice glicemico si è rivelata piuttosto efficace, ad esempio, nelle situazioni in cui è necessario controllare lo stimolo della fame.

Non bisogna però cadere nell'errore di ritenere che i carboidrati ad alto indice glicemico siano i "carboidrati cattivi". Ci sono infatti alcune situazioni in cui l'assunzione di carboidrati con indice glicemico elevato risulta essere appropriata. Ad esempio, in seguito ad un'attività sportiva intensa, per ristabilire le riserve di glicogeno nei muscoli e nel fegato, l'assunzione di carboidrati ad alto indice glicemico è la scelta ideale.

Come sempre, il nostro consiglio è quello di approfondire la conoscenza dei concetti fondamentali in modo da applicarli correttamente ai casi specifici. Le classiche "regolette" (ad es. "scegli carboidrati con indice glicemico basso"), potrebbero anche essere utili nella maggior parte dei casi, ma per sapere se possono essere applicate nel caso specifico è necessario conoscere a fondo ciò di cui si sta parlando: quindi... continuiamo a studiare insieme!

Indicazioni mediche

Le informazioni pubblicate su Dietabit.it hanno carattere esclusivamente divulgativo e non devono essere considerate come consulenze né prescrizioni di tipo medico o di altra natura. Prima di prendere decisioni riguardanti la propria salute, compresa quella di variare il proprio regime alimentare, è indispensabile consultare, di persona, il proprio medico.